• Estefano Tamburrini

Teddy per il quartiere Crocetta


«Essere o diventare abitanti di un territorio»: questo il filo tematico che ha riunito venti bambine e bambini modenesi provenienti da realtà socioculturali differenti.


Un’esperienza educativa svolta interamente all’aperto e durata dieci giorni: dal 13 al 24 giugno, da lunedì a venerdì, dalle 8.30 alle 17,30. In essa, i partecipanti erano tenuti ad esplorare, valorizzare ed abitare gli spazi del Parco XXII Aprile, ripercorrendo alcuni luoghi del quartiere Crocetta per loro significativi. L’esperienza è stata condotta da un gruppo quattro educatrici del Kantiere Keats, che hanno contato sul supporto di sei giovani adolescenti coinvolti nel progetto 8xmille Cei «Fiducia nella città», i quali hanno contribuito nell’accompagnamento dei singoli e nella gestione dei gruppi.


Questi ultimi avevano il compito di scrivere una storia da raccontare venerdì 24 giugno agli abitanti del quartiere: trama che ha intrecciato personaggi immaginari e luoghi reali, facendo emergere nei partecipanti la voglia di raccontarsi e mettersi in gioco. Desiderio, questo, che contagerà anche i genitori: almeno cinque di loro hanno collaborato attivamente offrendo trasporto ai bambini, mediazione linguistica oppure dando una mano nella condivisione dei pasti.


Forme di cooperazione, tutte, che sono servite a decostruire rappresentazioni e pregiudizi sull’altro e sul contesto urbano, restituendo un immaginario dello spazio pubblico come luogo di incontro, che salva dall’indifferenza, dai pregiudizi e dalle solitudini.

Quasi a ricordarci le parole di Frederich Holderlin citate in questa stessa pagina. Qualche domanda è emersa anche sul dopo: «Cosa possiamo fare noi genitori per promuovere uno stile educativo differente con i nostri figli?». L’interrogativo non trova risposte immediate ma vuole essere un invito ad intraprendere la «via della creatività», che consiste in «cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio», come suggerisce Italo Calvino ne «Le città invisibili». Un esercizio di immaginazione che mira ad «educarci alla bellezza » affinché, come auspicava Peppino Impastato, tra di noi «non s’insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore». In continuità con questa riflessione, sempre nel Parco XXII Aprile, martedì 5 luglio, alle 18.30, si terrà un nuovo appuntamento: un laboratorio di danza condotto dalla Compagnia Iris, un’occasione per entrare in relazione con il proprio corpo e con l’ambiente circostante. Un’iniziativa di «Fiducia nella città» che si inserisce nella rassegna culturale estiva «Vivi il Parco XXII Aprile» promossa dal «Circolo Alchemia» del Ceis.




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