• Estefano Tamburrini

Per una cultura dell'incontro

Aggiornamento: 19 ago


«Nessuna notte è infinita» dichiarava papa Francesco in occasione dell’omelia pasquale di domenica 17 aprile. Un messaggio di speranza rivolto ad un mondo ancora in Quaresima, che fatica ad imboccare la via della carità tanto cara alla pace.

Quest’ultima «non si riduce ad un’assenza di guerra, frutto dell’equilibrio sempre più precario delle forze», come affermava Paolo VI nella Populorum Progressio (n.76) ma è l’esito di un processo dove non si cerca la rimozione dei problemi, bensì la loro gestione attraverso la cultura dell’incontro a cui fa riferimento l’Evangelii Gaudium. È un lavoro lento e arduo che ci esorta a convertire lo sguardo, ad abbandonare la logica spartitoria su cui viene concepita la politica contemporanea – sia estera che interna – per diventare “popolo” di questa Casa comune. Prima dell’innescarsi della guerra in Ucraina, il territorio modenese viveva già una delicata fase di transizione. L’emergere delle povertà nascoste nel nostro territorio esige profondi cambiamenti nei nostri stili di vita, così come nelle nostre scelte politiche e di consumo. In tale contesto, l’arrivo di migliaia di persone rifugiate nel nostro territorio ha rappresentato una sfida nella sfida.

La chiesa di Modena insieme alle comunità parrocchiali accoglie dodici famiglie; oltre cinquanta persone coinvolte nei laboratori e nei momenti di convivialità

Quest’ultima non poteva essere affrontata in maniera frammentaria o disaggregata, ma in un’ottica di comunità. A tal fine, Caritas diocesana ha proposto il modello di accoglienza diffusa e solidale che ha la finalità di promuovere una conoscenza più approfondita delle famiglie accolte.

Questo modello si pone in continuità con le linee guida della Cei e prevede l’attivazione della comunità tutta per una risposta più efficace all’emergenza profughi provocata dalla guerra in Ucraina. È insieme a questi ultimi che Caritas diocesana sta realizzando una serie di iniziative – tra cui la scuola di italiano, i pranzi di socializzazione e i percorsi di espressività – che sono finalizzate a promuovere una piena inclusione delle persone rifugiate, intese come portatrici di risorse per la città.

Azioni di pace che ci aiutano a rimanere dalla parte delle vittime, opponendoci – nel nostro piccolo – alla guerra stessa come meccanismo di risoluzione dei conflitti. Secondo l’Unhcr, dal 26 aprile ad oggi, i rifugiati ucraini sparsi per il mondo sono circa 5,2 milioni. Nella provincia di Modena si contano invece 3.700 persone rifugiate arrivate sin dall’inizio del conflitto. La popolazione rifugiata è composta prevalentemente da donne e minori che cercano di ricongiungersi con i loro famigliari e amici residenti o domiciliati nel territorio modenese. Tra questi ultimi vi sono molte donne che lavorano nella cura e assistenza delle persone anziane, le quali si sono rivolte alla Caritas affermando di non contare su una condizione socioeconomica tale da poter garantire vitto e alloggio ai propri famigliari in arrivo.


Sono circa 53 le persone rifugiate che, in queste settimane di emergenza, sono state accompagnate, ascoltate e accolte nei laboratori e momenti di convivialità organizzati presso il Centro Papa Francesco. Nello stesso tempo, sono stati segnalati circa duecento posti letto da parte di persone e famiglie disponibili ad accogliere. Di queste ultime, circa settanta hanno manifestato la propria disponibilità a vivere l’esperienza di un’accoglienza diffusa e solidale. Insieme a queste famiglie sono stati realizzati una serie di incontri territoriali, i quali avevano la finalità di illustrare nel dettaglio il modello dell’accoglienza diffusa. Ad oggi, come Chiesa di Modena, insieme alle comunità parrocchiali, è stata promossa l’accoglienza di circa 12 nuclei famigliari per un totale di 27 persone. Nel ricordare che l’accoglienza diffusa e solidale è un percorso di partecipazione alla vita della comunità, chiunque desideri collaborare nell’accompagnamento, ascolto e accoglienza delle persone rifugiate che raggiungono il nostro territorio può rivolgersi a immigrazione@caritas.mo.it.


Come sostenere l’impegno della diocesi

È possibile sostenere l’impegno di Caritas diocesana tramite bonifico bancario

Iban: IT25X0503412900000000004682

Causale: «Emergenza Ucraina/Colletta nazionale»


I fondi andranno a sostenere il progetto diocesano «Per un’accoglienza diffusa e solidale».

Il progetto prevede l’attivazione della comunità come protagonista di percorsi che favoriscano l’inclusione rivolto delle persone rifugiate. Queste ultime da considerare portatrici di risorse e soggetto attivo nella vita del nostro territorio. Il percorso di accoglienza proposto da Caritas diocesana cerca inoltre di valorizzare le risorse esistenti nel territorio diocesano. A questo proposito, è di vitale importanza il coinvolgimento di tutte le persone di buona volontà. Nel territorio modenese è stata promossa l’accoglienza di 12 famiglie per un totale di 27 persone. Nello stesso tempo, Caritas diocesana propone delle esperienze laboratoriali e di convivialità per una conoscenza più approfondita delle persone rifugiate che frequentano il Centro Papa Francesco.


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