• Catia Fois

Indovina chi ha cucinato?

Aggiornamento: 8 feb

La circolarità del dono per creare legami






"Indovina chi ha cucinato?" è una nuova azione di avvicinamento e conoscenza delle persone attraverso la preparazione e la condivisone del cibo, all'interno del progetto Fiducia nella città.


Il progetto si pone in continuità con i percorsi delle "Cene di comunità" e i laboratori di "cibo e narrazione" promossi da Caritas Modenese nel corso degli ultimi anni per praticare una dimensione di fratellanza attraverso il cibo.



L'avvio di Fiducia nella città, con l'apertura del Laboratorio Crocetta ci ha fatto incontrare, durante lo scorso anno, un numeroso e variegato gruppo di donne, per lo più mamme, residenti nel quartiere Crocetta.



I percorsi strutturati insieme alle donne sono stati interamente volti a valorizzarne le competenze ed i vissuti individuali, sostenere la creazione e lo sviluppo di un senso di comunità e di appartenenza e promuovere stili di vita salubri che contribuiscano al benessere delle persone.



"Indovina chi ha cucinato?" coinvolge le partecipanti in un processo di condivisione: le donne preparano piatti tipici delle proprie culture d'origine per altre donne e per le loro famiglie. Il desiderio è quello di fare insieme per generare socialità e costruire legami attraverso un gesto di cura, un’attenzione verso sé stesse e verso il prossimo.


La prima cena si è tenuta Sabato 5 febbraio e sono state coinvolte le donne del “Tavolo delle idee”, gruppo che si riunisce ogni giovedì presso il Laboratorio Crocetta.

I piatti preparati sono stati donati ad altre 15 donne che abitano nel quartiere, con l'invito a partecipare come cuoche al prossimo appuntamento di “Indovina chi ha cucinato?”.


Per la prima cena le partecipanti hanno scelto di preparare il cous cous della tradizione marocchino-tunisina, unendo le diverse ricette tipiche delle famiglie delle donne coinvolte.


Le ricette proposte lungo il percorso verranno raccolte in quaderno e condivise con l’intero gruppo, per condividere le conoscenze e valorizzare l’identità di appartenenza.




«Il dono, implica una forte dose di libertà. È vero che c’è l’obbligo di restituire, ma modi e tempi non sono rigidi e in ogni caso si tratta di un obbligo morale, non sanzionabile per legge. Il valore del dono sta nell’assenza di garanzie da parte del donatore. Un’assenza che presuppone una grande fiducia negli altri. Il valore del controdono sta nella libertà: più l’altro è libero, più il fatto che ci donerà qualcosa avrà valore per noi quando ce lo darà». [M. Mauss, Saggio sul dono]





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