• Don Giuliano Gazzetti

«Apriamo le braccia»

L’invito del vicario generale e vicario della carità insieme a Caritas Modenese per vivere l’emergenza umanitaria con fedeltà al Vangelo


In questi giorni così drammatici, a seguito dell’esplosione del conflitto in Ucraina, vogliamo condividere la soddisfazione per la sollecitudine espressa fin dalle prime ore da tanti modenesi all’interno delle nostre comunità parrocchiali: gesti di fraternità concreta realizzati spontaneamente nei confronti della popolazione ucraina organizzando l’invio di beni di prima necessità e mostrando un atteggiamento di accoglienza verso persone e famiglie che, in queste ore, stanno raggiungendo il nostro territorio. La Chiesa di Modena, come da indicazione della Cei, ha affidato a Caritas diocesana il coordinamento di azioni da svolgere insieme alle istituzioni e per assicurare un accompagnamento delle comunità parrocchiali. Pur valorizzando “il tanto di buono compiuto”, desideriamo condividere gli orientamenti di Caritas italiana, sottolineando che il principale contributo delle nostre parrocchie risiede nella costruzione di relazioni a partire dalle quali le persone che oggi scappano dal conflitto possano essere riconosciute parte integrante della comunità.

Tale riconoscimento è il presupposto per un’integrazione autentica, dove la persona accolta possa mettere in campo le proprie risorse e capacità affinché la comunità che accoglie possa beneficiarne. Si tratta di una situazione complessa, che può essere affrontata in modo efficace coordinando i nostri sforzi all’interno di un progetto unitario. Le comunità parrocchiali e le famiglie disposte ad accogliere sono chiamate ad ascoltare e mettere in campo diverse attività al fine di: conoscere le singole persone (serve, ad esempio, l’aiuto di mediatori culturali “volontari” per ricostruire la loro condizione); avviare percorsi di integrazione nelle comunità, che coinvolgano la cittadinanza attorno a progetti volti a favorire l’inserimento nelle nostre realtà educative (scuole, oratori, società sportive...), perché l’accoglienza si realizzi interagendo in modo collaborativo con le istituzioni civili e in una logica di sussidiarietà.

La Caritas diocesana si mette a disposizione delle comunità per favorire un accompagnamento dei profughi ucraini nelle comunità ecclesiali. Un cammino che non può essere radicato solo su risposte di carattere emotivo, ma deve assicurare coordinamento e corresponsabilità necessari in questa fase di inizio di un’emergenza lunga, che potrà durare anche per anni. L’impegno della Chiesa di Modena sarà quello di promuovere “opere segno” e far conoscere buone prassi che potranno essere replicate da una parrocchia all’altra.

Il mandato della Caritas diocesana è sempre quello di valorizzare l’importanza dei processi, così cari a papa Francesco, capaci di andare oltre le singole azioni. La Caritas diocesana ha aperto un canale con il Comune di Modena e la Prefettura ed è disponibile anche a raccogliere e condividere i dati relativi ai beni immobili per collocare le persone che arriveranno nel prossimo futuro.

L’invito per le comunità parrocchiali è quello di valutare la disponibilità ad avviare un’esperienza ricca di umanità: la priorità per noi resta quella di vivere un cammino di conversione provocato anche da questa emergenza umanitaria che coinvolge fratelli nella fede, per trasformare questa “inutile strage” in un’opportunità per vivere fedeli al Vangelo.


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