• Estefano Tamburrini

Accoglienza: dono o contratto?


Considerato l'avvicinarsi della data, cogliamo l'occasione per ricordarvi l'invito all'apertura della mostra "Anatomia di un'accoglienza" che si terrà presso la Parrocchia San Pio X dall'8 settembre, alle 18.00, al 18 settembre. L'apertura della mostra si inserisce nella cornice della rassegna "Accoglienza: dono o contratto?" che metterà in dialogo esperienze di accoglienza differenti: dalle famiglie che, in questi mesi, hanno aperto le proprie porte alle persone rifugiate in fuga dalla guerra in Ucraina alle accoglienze realizzate grazie tramite i corridoi umanitari, passando per il Progetto WelcHome ed altre accoglienze che, nell'arco di questi mesi, sono state realizzate nel territorio modenese. Accoglienze, tutte, che hanno coinvolto una pluralità di attori - singole famiglie, rappresentanti delle istituzioni e della Comunità ecclesiale - chiamati a condividere il patrimonio umano e spirituale che l'insieme di questi vissuti lasciano nel nostro territorio diocesano.


Poco più di sei mesi fa si consumava l’invasione russa del territorio ucraino, e l’apertura di un nuovo conflitto “alle porte di casa”; pochi giorni dopo iniziava il viaggio di centinaia di migliaia di donne e bambini che cercavano di fuggire dalla guerra e dalla distruzione e cercavano accoglienza nei paesi occidentali.

E iniziava anche una “effervescente” e generosa gara di solidarietà ed accoglienza in Italia ed in particolare nel nostro territorio modenese. Mai la Caritas locale aveva potuto ricevere quasi un migliaio di telefonate di potenziali candidati ad un’accoglienza, senza condizioni, di madri e minori, per compassione, fraternità, riconoscenza, senso di solidarietà verso chi si vedeva costretto a migrare, forzatamente, lasciando affetti, case, lavoro.

Dopo mesi di prassi concrete di accoglienza, oltre l’emotività oggi proponiamo una serie di eventi dall’8 a il 18 Settembre per mettere a fuoco gli apprendimenti che abbiamo fatto tutti, accoglienti, accolti e comunità cristiane da queste pratiche di accoglienza diffusa. Dove chi ha aperto le porte di casa è un attore prezioso che tuttavia permette ad una comunità più allargata di essere animata e divenire protagonista di buone pratiche di fraternità riscoprendo la concretezza delle parole di Papa Francesco “Nessuno si salva da solo”. Una mostra fotografica e una serie di appuntamenti che avranno come filo rosso un interrogativo “Accoglienza: dono o contratto?”. Tutto culminerà nell’evento conclusivo di domenica 18 settembre, alle 14.30, presso la Parrocchia di San Pio X; e che vedrà dialogare la Chiesa di Modena, nella persona dell’Arcivescovo Erio Castellucci, e la Direzione Caritas Diocesana con le istituzioni locali, rappresentate dalla più alta carica del Governo nel territorio la Signora Prefetta Dott.ssa Alessandra Camporota e dall’Assessora alle Politiche Sociali Prof.ssa Roberta Pinelli. Un dialogo che verrà stimolato da interrogativi e riflessioni poste dalle famiglie e persone di buona volontà che, nell’arco di questi mesi, hanno aperto le porte delle proprie abitazioni alle persone rifugiate in fuga dalla guerra. Parteciperanno al dialogo: 15 famiglie che hanno aderito al Progetto di accoglienze diffuse e solidali promosso da Caritas diocesana secondo le linee della CEI insieme ad altre esperienze di accoglienza realizzate nel territorio: esperienze che, come vedremo, non si esauriscono nell’atto stesso dell’ospitalità ma apre sentieri di incontro quotidiano con l’altro, da riconoscere come soggetto attivo nella vita della comunità.


Per più informazioni scrivere a: immigrazione@caritas.mo.it






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