• Caritas Modenese

Un’ecologia integrale per essere tutti uguali

Aggiornamento: apr 8

«Il cibo investe ogni area della vita, attraversa le fragilità e ci fa riflettere»

I relatori Federico Valenzano e Massimo Baldini al Centro papa Francesco

«L’obiettivo è quello di continuare a riflettere insieme, di far circolare i pensieri e interrogarci su quanto il nostro agire sia orientato alla giustizia sociale», ha commentato Federico Valenzano, vicedirettore della Caritas diocesana, per introdurre l’incontro online «Cibo e sostegno alimentare: specchio di (dis)uguaglianze».


Argomento al centro dell’azione di Caritas diocesana che, in questo anno di emergenza, «in collaborazione con i Servizi sociali, le Acli provinciali e le comunità parrocchiali, è rimasta vicina alle famiglie e persone più fragili di un territorio in cui le richieste di aiuto sono aumentate dell’11%», ha proseguito Valenzano. «È un percorso che si evolve nell’allestimento di un luogo aperto alla città in via Crocetta 18 e nella gestione quotidiana di un magazzino alimentare diocesano nella parrocchia di Santa Rita: azioni, tutte, che invitano a un continuo apprendimento dall’esperienza».


Trasmesso sul canale Youtube «Caritas Modenese», l’incontro ha visto la partecipazione di Massimo Baldini, professore ordinario di Scienza della Finanza presso Unimore, e di padre Mauro Bossi sj, redattore della rivista «Aggiornamenti Sociali».


Nel suo intervento, Massimo Baldini ha parlato della relazione tra «disuguaglianza, povertà e crescita economica», sottolineando come l’Italia sia reduce di ben tre crisi economiche negli ultimi anni, di cui «la prima (2008-2009) è stata una crisi generale, la seconda (2011-2013) ha colpito i Paesi del Sud d’Europa per via delle politiche di austerità e la terza, invece, è la crisi attuale dovuta alla pandemia».


Secondo Baldini, a differenza degli Stati Uniti, «l’Italia rileva un serio problema di crescita. Il Pil, già fermo negli ultimi trent’anni, è diminuito nell’ultimo decennio producendo incremento della povertà e delle disuguaglianze: tutti ristagnano e la parte più debole peggiora. Infatti, rispetto a quindici anni fa, il 10% più povero della popolazione ha visto crollare il proprio reddito del 30-40% in termini reali».


Baldini ha sottolineato come i giovani, le donne e gli stranieri rimangano la «parte lesa nell’attuale conflitto distributivo i cui sintomi sono la mancanza di solidarietà e la conservazione dei privilegi da parte di chi li detiene» ed ha esteso l’invito a considerare il «capitale naturale nella funzione di produzione in modo da garantire la crescita tutelando la natura, e cioè, intraprendendo la strada del progresso tecnologico».


Laboratorio Crocetta,dove alcuni Operatori Caritas e Assistenti Sociali hanno seguito la diretta

Mauro Bossi sj ha parlato dell’alimentazione come «un fenomeno integrale che investe tutte le aree della nostra vita: un atto individuale e integrale allo stesso tempo, che investe le relazioni sociali, economiche; quello con gli ecosistemi, con le culture e con le religioni». Il fenomeno chiama in causa anche le relazioni internazionali in quanto «collega aree del mondo molto distanti fra di loro sollevando interrogativi di tipo etico e politico sull’impatto che il nostro stile di vita può avere sulla biodiversità».


«Quando non si tiene conto dell’interconnessione tra questi elementi si produce un effetto di alienazione», ha affermato padre Bossi proponendo l’ecologia integrale come «paradigma che supera la logica del problem-solving e ci aiuta a leggere le dinamiche sistemiche dei processi, ossia l’interrelazione tra il rapporto con il proprio corpo, le relazioni sociali e famigliari, accesso al cibo, l’educazione alimentare e l’ambiente di vita e di lavoro».

Secondo padre Bossi, «il cibo attraversa la povertà in tutte le sue dimensioni, può aiutarci a leggere il contesto sociale e, infine, cercare di comprendere quanto quest’ultimo aiuti o impedisca il fiorire delle capacità e i talenti di ogni persona incontrata».

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