• Estefano Tamburrini

L'immaginario della carità per una città possibile

Aggiornamento: 7 feb


"l'immaginazione al potere" affermava uno degli slogan che hanno animato il maggio francese. Una necessità he si ripropone dopo un altro anno difficile che, proprio in fase di chiusura, ci fa interrogare sul futuro delle nostre comunità. In questi mesi di Fiducia nella Città, operatori e volontari di Caritas hanno appreso che le risposte a queste incertezze vanno ricercate nella prossimità del territorio, inteso come luogo da abitare e da costruire insieme a chi lo abita. Una sfida che richiede il superamento della tendenza alla chiusura messa in atto durante la pandemia, dove il distanziamento fisico ha prodotti un maggiore isolamento sociale e non poche resistenze.

Un cambio di paradigma che può innescarsi soltanto se si pensa e si agisce in termini di comunità (Fratelli tutti, n.8).


Infatti, "la comunità tutti li fa ricchi e poveri: ricchi, ch'ogni cosa hanno e possiedono; poveri, perché non s'attaccano a servire alle cose, ma ogni cosa serve a loro" come scrisse Campanella ne "La Città del Sole", opera filosofica facente parte della famiglia delle utopie che hanno disegnato l'orizzonte di uguaglianza che tuttora anima la società contemporanea.

Sappiamo che, nel corso della storia, queste città immaginarie sono state oggetto di censura, persecuzioni e preoccupazioni da parte del pensiero dominante dell'epoca. Conviene però valorizzare l'impatto che alcune opere hanno sull'immaginario collettivo della nostra società, aiutandoci a trascendere l'esistente per puntare sul possibile.



Ma per immaginare insieme è necessario vivere una dimensione di cittadinanza che miri a potenziare la partecipazione della persona alla vita della comunità. Questo l'auspicio che anima le iniziative che si tengono nel Laboratorio Crocetta, che, a partire da proposte conviviali, formative e laboratoriali realizzate nel corso del 2021, ha potuto incontrare persone e famiglie dell'omonimo quartiere, soprattutto donne e giovani adolescenti in una logica di dono e reciprocità. Dietro alle loro richieste vi era spesso il desiderio di esprimere i propri talenti e capacità in una dimensione di gruppo, dove i ruoli e le asimmetrie cedono spazio al primato della persona umana.


È proprio da questo presidio di cittadinanza - il laboratorio Crocetta - che Caritas diocesana si sta


organizzando per condividere un dono di natale insieme alle famiglie e persone conosciute durante questi mesi.


Una serie di visite e consegne domiciliari, fra il 21 e 23 dicembre, presso le abitazioni di oltre 60 nuclei seguiti da Caritas diocesana.


Un'attività che sarà svolta in collaborazione con alcuni partner del progetto Fiducia nella Città, tra cui Food For Soul, le comunità parrocchiali di Santa Caterina e Sacro Cuore (Sacca), Legambiente e la Comunità Laudato sì di Modena.



Questo passo "in uscita" si pone in continuità con il desiderio della seconda annualità del progetto, che mira ad avviare un'ulteriore fase di contrasto alla povertà educativa a partire dalla promozione di legami sociali e dall'incrocio di sguardi, bisogni e risorse tra chi vive esperienze differenti nello stesso territorio.

Si tratta di cercare di rispondere all'interrogativo su "che cosa dobbiamo fare?" posto da papa Francesco domenica scorsa in occasione dell'Angelus, occasione in cui lo stesso Pontefice ha ribadito che “la fede non è una teoria astratta e generalizzata, tocca la carne e trasforma la vita di ciascuno”



Desidero tanto che, in questo tempo che ci è dato di vivere, riconoscendo la dignità di ogni persona umana, possiamo far rinascere tra tutti un’aspirazione mondiale alla fraternità. Tra tutti: «Ecco un bellissimo segreto per sognare e rendere la nostra vita una bella avventura. Nessuno può affrontare la vita in modo isolato. C’è bisogno di una comunità che ci sostenga, che ci aiuti e nella quale ci aiutiamo a vicenda a guardare avanti. Com’è importante sognare insieme! Da soli si rischia di avere dei miraggi, per cui vedi quello che non c’è; i sogni si costruiscono insieme». Sogniamo come un’unica umanità, come viandanti fatti della stessa carne umana, come figli di questa stessa terra che ospita tutti noi, ciascuno con la ricchezza della sua fede o delle sue convinzioni, ciascuno con la propria voce, tutti fratelli!

Papa Francesco, Fratelli tutti


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