• Estefano Tamburrini

L'accoglienza, una scelta di comunità

"Anatomia di un'accoglienza" la mostra promossa da Caritas Modenese dall'8 al 18 settembre presso la Parrocchia San Pio X


Giovedì scorso, alle 18, su iniziativa di Caritas diocesana, in presenza di un centinaio di persone, è stata aperta al pubblico la mostra fotografica “Anatomia di un’accoglienza”, che racconta, con immagini e testi, la complessità dei fenomeni migratori e dell’accoglienza, con particolare attenzione sul modello dei corridoi umanitari. La mostra è stata ospitata dalla Parrocchia San Pio X, divenuta sede di un dialogo con gli autori, Max Hirzel e Marida Augusto, e don Augusto Bonora SJ, i quali si sono confrontati sull’accoglienza intesa come esperienza di “prossimità interpersonale, a cui tende il gesto della carità” e che “invita a porci le domande sul valore della persona umana”, come sottolineato dal Cardinal Martini nella lettera pastorale “Farsi prossimo”.

Domande da porci ancora oggi, a trentasette anni dalla scrittura di questa lettera pastorale, e sulle quali Caritas diocesana ha voluto avviare una riflessione collettiva insieme alle famiglie e comunità che hanno accolto, presso le proprie abitazioni, 33 persone rifugiate in fuga dall’Ucraina; oltre alle esperienze dei corridoi umanitari ed altre forme di accoglienze che hanno arricchito il patrimonio umano della nostra comunità. Quest’ultima chiamata ad “accogliere in rete” come affermato da Augusto Bonora SJ, “evitando slanci individuali e privi di relazione con l’altro”. Soprattutto alla luce della “continuità che il fenomeno migratorio sta riscuotendo nel nostro tempo” sottolinea Marida Augusto “siamo in presenza di un fenomeno che richiede risposte collettive, capaci di dare speranza e di durare nel tempo”.

Un invito a vigilare su “due concezioni apparentemente opposte, ugualmente svilenti” come dichiarato da Federico Valenzano citando il regista Marco Carsetti “quella benevola e assistenziale (la retorica dei diritti) e l’altra più aggressiva che li identifica come colpevoli” dando piede a una morsa che ostacola il “pieno riconoscimento, come ognuno di noi desidera per sé stesso, del proprio essere persona”. Si tratta di “affrontare il dibattito sull’accoglienza come un qualcosa che ci riguarda, come un’opportunità per costruire una società più giusta e sostenibile: questo il messaggio delle immagini qui esposte” dichiara Marx Hirzel riferendosi alla mostra, che sarà aperta al pubblico tutti i giorni fino a domenica 18 settembre, occasione in cui l’Arcivescovo Erio Castellucci, la Prefetta Alessandra Camporota e l’Assessora alle Politiche sociali Roberta Pinelli daranno vita a un confronto con la cittadinanza.

Quest'ultima incarnata nelle voci delle famiglie e associazioni che parteciperanno ai focus group previsti per lunedì 12 settembre, alle 18, nei quali famiglie ospitanti, volontari, operatori sociali, mediatori culturali ed altre figure condivideranno gli apprendimenti e interrogativi emersi nel corso di accoglienze differenti; ma analoghe nel tentativo nonviolento di combattere la barbarie senza diventare barbari; di opporsi alla barbarie con mezzi immuni alla violenza.

L'insieme di questi momenti si inserisce nella rassegna "Accoglienza: contratto o dono?" organizzata da Caritas diocesana in collaborazione con il Centro per le famiglie, il Centro Stranieri, HumanLines e il Comune di Modena.

25 visualizzazioni