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  • Caritas Modenese

Comune, diocesi e parrocchie insieme contro le povertà

Aggiornamento: 6 set 2023

Siglata la convenzione che rafforza le azioni per l’inclusione sociale.

Tra gli impegni del Comune il sostegno al Centro Papa Francesco che è frutto di co-progettazione “La lotta alla povertà e all’esclusione sociale è una priorità condivisa e imprescindibile per il benessere e la coesione della comunità”. Di fronte all’aumento di disuguaglianze e fragilità, questo è il presupposto su cui convergono Comune di Modena e Caritas diocesana con l’obiettivo di agire insieme, nel rispetto delle competenze, per contrastare fenomeni di emarginazione, esclusione sociale, povertà e rendere più efficace l’azione, oltre che più equo e razionale l’utilizzo delle risorse.

Un agire condiviso che è sancito nella convenzione tra Comune e Arcidiocesi di Modena e Nonantola – Caritas diocesana e parrocchie cittadine, siglata nella mattinata di martedì 8 agosto in Municipio alla presenza del sindaco Gian Carlo Muzzarelli e del vescovo don Erio Castellucci. Erano inoltre presenti l’assessora alle Politiche sociali Roberta Pinelli, il vicario generale don Giuliano Gazzetti, il direttore della Caritas diocesana Eros Benassi.

Obiettivo della convenzione è innanzitutto migliorare l’integrazione tra i servizi socio-assistenziali offerti da entrambi gli Enti per potenziare le risposte all’aumento delle richieste di aiuto che sono conseguenza dell’impoverimento delle famiglie a causa del rincaro della vita, ma anche dell’impoverimento generale del contesto sociale in cui sono inserite. I firmatari intendono inoltre realizzare attività e progettazioni integrate.

La collaborazione tra Servizi sociali comunali, Caritas diocesana e parrocchie ha radici profonde, si esprime in diverse modalità e negli ultimi cinque anni ha assunto caratteri più strutturati attraverso la condivisione di momenti formativi, orientamenti e strumenti in un’ottica di sussidiarietà e coprogettazione.

Dal 2018 Comune e Caritas diocesana lavorano insieme nel sociale anche attraverso la coprogettazione della gestione del Centro Papa Francesco (CPF), la struttura, situata in via dei Servi, in pieno centro storico, nata con i fondi dell’8x1000 per promuovere l’integrazione e l’inclusione di persone senza dimora.


La nuova Convenzione, dalla validità triennale, con cui Comune e Arcidiocesi rinnovano il precedente accordo, prevede anche un contributo annuale di 50mila euro da parte del Comune per il sostegno delle spese del personale educativo del Centro Papa Francesco che rappresenta “un patrimonio non solo della Diocesi ma di tutta la comunità”.

L’idea progettuale alla base del Centro è intervenire prima che la persona scivoli in una situazione di disagio tale che la porterebbe a dipendere completamente dall’assistenza.

Quindi si rivolge a “senza fissa dimora iniziali”, persone con redditi minimi che hanno perso la casa recentemente, per motivi diversi, non cronicizzate da lunghi periodi in strada, che trovano un’ospitalità temporanea, da 6 a 12 mesi, verso una soluzione abitativa autonoma. Sono una decina le persone ospitate al primo piano della struttura, in regime residenziale e responsabilizzate a diventare parte attiva della piccola comunità oltre che del proprio percorso di vita. A ogni ospite vengono consegnate le chiavi previa firma di un patto di corresponsabilità.

Inoltre, al secondo piano, il Centro diurno può accogliere fino 120 persone con attività laboratoriali destinate a donne e famiglie; promuove iniziative aperte a tutta la cittadinanza ed anche è sede della scuola d’italiano Penny Wirton, gestita da volontari. In media, tra residenza e laboratori, sono accolti nel Centro una ventina di utenti dei Servizi sociali del Comune per i quali è stata effettuata una progettazione condivisa e per i quali i Servizi sociali dovrebbero, diversamente, provvedere a un altro alloggio.


Il Centro è gestito da un’equipe multidisciplinare costituita da una coordinatrice, quattro operatori sociali e 15 volontari, oltre a una figura di sostegno psicologico e per alcuni ospiti, una volta concluso il percorso nel CPF, vi è stata una seconda ospitalità presso alcune comunità parrocchiali.


Le parrocchie offrono anche ascolto e orientamento ai servizi, accoglienze, sostegno alimentare e nel pagamento di utenze, disbrigo di pratiche burocratiche, contrasto alla dispersione scolastica e altre azioni di contrasto delle povertà. Molte di queste azioni già in collaborazione con il Servizio sociale territoriale che interagisce con la collettività riconoscendo in essa un soggetto attivo nei processi di promozione sociale e sollecitando una presa in carico comunitaria dei problemi.





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