• Estefano Tamburrini

Città abit-abile: Caritas diocesana in ascolto delle richieste ed esigenze dei cittadini

In risposta ad un articolo pubblicato dalla Gazzetta di Modena - ma anche da Il resto del Carlino e da altre testate locali - in data 6 maggio con il titolo "Modena, no al Polo Conad. Manifestazione alla Sacca: ci sarà anche la Caritas", la direzione di Caritas diocesana diffonde questo comunicato.

L'ambiguità del titolo lasciava intendere un sostegno diretto di Caritas diocesana al corteo in oggetto, sebbene il corpo del testo spiegasse l'obiettivo della nostra presenza alla manifestazione

«Non siamo organizzatori né sostenitori del corteo ma stiamo seguendo la vita del quartiere, insieme a quello della Crocetta, per la ricerca “città abit-abile” sulla responsabilità condivisa attorno ai temi dell’abitare, la casa, il condominio e il quartiere, dando voce a molti soggetti del territorio. Essendo a conoscenza dell’indagine, i cittadini ci hanno contattati per chiederci di seguire la manifestazione per arricchire la ricerca»

chiarisce il vicedirettore Federico Valenzano.

La direzione, in data 7 maggio, ha ribadito: "Quanto già specificato dal vicedirettore di Caritas diocesana, Federico Valenzano, chiarendo nuovamente la posizione dell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola .

Caritas diocesana non è né tra gli organizzatori né tra i sostenitori della manifestazione. Caritas diocesana, all’interno del progetto “Città abit-abile”, sta svolgendo un’indagine sui temi dell’abitare (la casa, il condominio, il quartiere) dando voce a molti soggetti del territorio".


Come dichiarato dalla direzione, al pari di altri cittadini e realtà associative, parrocchiali o istituzionali, i membri del Comitato Villaggio Europa sono stati intervistati con l'obiettivo di raccogliere le molteplici voci e rappresentazioni che si generano attorno al problema abitativo nel Quartiere Crocetta-Sacca, ambito territoriale del progetto "Città abit-abile".


Il vicario Gazzetti conferma la presenza all’evento contro il Polo Conad:

«Nostro dovere osservare le povertà del territorio. Caritas al corteo solo per ascoltare»

e sottolinea:

«Ascoltare le richieste e le esigenze dei cittadini e osservare le povertà e le risorse del territorio fa parte del mandato della Caritas».

«Quali membri di una casa comune, non possiamo sottrarci all’impegno “per un’ecologia della vita quotidiana”», sottolinea Caritas diocesana. Oltre le prime pagine e i titoli “gridati”. Caritas diocesana intende condividere il proprio operato, sotto la guida del vescovo Erio Castellucci e del vicario della carità don Giuliano Gazzetti, con tutta la comunità ecclesiale.

Da gennaio 2021, Caritas diocesana opera nel territorio Crocetta attraverso il progetto «Fiducia nella città», finanziato dai fondi Cei 8xmille con gli obiettivi di rilevare le esigenze inespresse dai singoli individui e di attivare la comunità intorno a tali esigenze.

Caritas diocesana ha rilevato nell’emergenza abitativa un’esigenza prioritaria della comunità tutta, incarnata da cittadini e istituzioni, tra cui proprietari, inquilini, Caritas parrocchiali, Fondazioni Opere Pie e il Servizio sociale territoriale. Nasce così il progetto pastorale «Città abit-abile», una ricerca-intervento con l’obiettivo di promuovere, in un’ottica di responsabilità condivisa, nuove modalità di gestione delle soluzioni abitative insieme alla comunità che vive nell’area dei quartieri Sacca e Crocetta. Attraverso una serie di interviste, «Città abit-abile» vuole raccogliere discorsi e rappresentazioni che i cittadini hanno sul proprio quartiere. Questo progetto vuole dare voce alla pluralità di soggetti che abitano il territorio.

In continuità con l’Osservatorio delle povertà e delle risorse progettato da Caritas diocesana, il progetto è suddiviso in tre fasi. La prima riguarda la definizione e attuazione di una ricerca volta a descrivere le esigenze riguardanti la gestione di soluzioni abitative nel territorio. La seconda prevede la definizione una buona prassi per la gestione responsabile delle soluzioni abitative, anche a fronte di possibili scenari di criticità. La terza fase è finalizzata ad animare la comunità che vive il territorio mediante eventi culturali volti a promuovere una responsabilità condivisa tra i cittadini.


È in questa cornice che Caritas diocesana si è posta in ascolto di alcuni cittadini, residenti nel quartiere Sacca. Questi ultimi erano interessati a portare le proprie preoccupazioni rispetto alla costruzione di un nuovo polo logistico Conad che avrebbe diverse ricadute sul quartiere, tra cui la circolazione di centinaia di tir. Un appello ineludibile per Caritas diocesana, che ha voluto raccogliere le rappresentazioni di questi cittadini in quanto partecipi della ricerca al pari di molti altri soggetti: parroci, rappresentanti di associazioni e di istituzioni pubbliche, genitori e giovani che vi partecipano attraverso un gioco interattivo appositamente progettato.

Caritas diocesana non cerca pertanto di schierarsi con alcuna istanza né di offrire rimedi parziali ai singoli problemi, ma di porsi in ascolto delle esigenze della comunità e progettare interventi efficaci insieme a quest’ultima.

Quali membri di una casa comune, non possiamo sottrarci all’impegno per «un’ecologia della vita quotidiana» (Laudato si’, 147-148).

Per tale ragione, Caritas diocesana non si limita a porre rimedio alle ferite dei singoli, ma vuole costruire microclimi nei quali sviluppare un «ecosistema della fiducia», dove «ciascuna persona si senta inserita in una comunità di appartenenza» (Laudato si’, 148). Non si tratta di una condizione data, ma che va mantenuta con azioni quotidiane attraverso cui, parafrasando don Milani, ci si riconosca responsabili di un tutto che comprende l’ambiente e la persona, da custodire e non da piegare ai nostri interessi.

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