«Celebriamo la Pasqua con chi è solo»

L’iniziativa ideata per il Giovedì Santo da Caritas diocesana con «Food for Soul», associazione no profit di Massimo Bottura


Una cena di festa per farsi prossimi ai più bisognosi sarà offerta a quaranta donne e madri in difficoltà

Una cena di festa pensata per quaranta donne e madri sole, italiane e straniere, del Vicariato Crocetta-San Lazzaro. Consegnata direttamente presso le loro abitazioni con l’augurio di poter vivere il più serenamente possibile i giorni della Pasqua.

Questo il gesto di fraternità che Caritas diocesana modenese ha deciso di realizzare per il prossimo Giovedì Santo. L’azione si inserisce nel progetto «Fiducia nella città», finanziato dall’8xmille della Cei e attuato in collaborazione con il Comune di Modena. Desidera rispondere agli obiettivi del programma 2030 delle Nazioni Unite «raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile» – e vuole promuovere lo stile Caritas anche nel territorio oltre il ponte (ferroviario) attraverso le attività del «Laboratorio Crocetta», il nostro nuovo spazio di via della Crocetta 18. Questo luogo nasce come “incubatore” di fiducia e relazioni umane in un tempo dove la socialità, a causa della pandemia, è ridotta ai minimi termini e diventa ancora più urgente per il benessere delle persone. In questi primi mesi dell’anno, prima del ritorno della nostra provincia in “zona rossa” ci ha permesso di incontrare personalmente e conoscere molte donne, sole o madri con uno o più figli, spesso senza un lavoro o con occupazioni precarie che non garantiscono loro un reddito adeguato.

Emergono, come sempre, fatiche e bisogni; ma si rivelano anche i loro desideri, le attese di un futuro migliore per sé e i propri figli, le risorse e le capacità che possiedono. Per la Caritas, se è urgente essere vicini a tutti coloro che hanno subito e subiscono le conseguenze negative economiche e sociali causate dalla pandemia, è ancora più urgente farsi prossima a chi queste ricadute le subisce doppiamente, in quanto donna, madre, donna e madre migrante.

Sono i soggetti più fragili, che rischiano di essere condannate alla povertà nei prossimi mesi e per anni. La nostra Chiesa non vuole lasciare sole, cercando di promuovere occasioni di socialità ma soprattutto per condividere loro capacità e mettere in circolo le migliori energie che queste donne possiedono. Il prossimo Giovedì Santo, per promuovere un’economia di dono, condivisione e giustizia, assieme a «Food for Soul», la fondazione no-profit promossa da Massimo Bottura che contribuisce a realizzare refettori sociali in tutto il mondo, la Caritas Diocesana preparerà per queste donne un pasto che terrà conto anche delle diverse culture, realizzato con prodotti locali e rispettoso sia della stagionalità sia dell’equilibrio da un punto di vista nutrizionale.

Un gesto per unire natura e cultura, ricordandosi che preparare da mangiare resta un modo concreto per dire «ti voglio bene», «mi stai a cuore». Il cibo non fornisce solo calorie e proteine: coinvolgendo i sensi può anche trasmettere amore, affetto, saperi, tradizioni.

Gli ingredienti, donati o acquistati presso aziende locali, saranno trasformati grazie agli operatori Caritas e ai cuochi di «Food for Soul», coinvolgendo a una ventina di giovani volontarie e volontari per la consegna dei pasti a domicilio. L’augurio è di poter tornare presto a condividere il pane riuniti ad una stessa tavola; ma con l’invito a rafforzare i nostri orientamenti pastorali trasformando questo nostro tempo di crisi in tempo di vita piena, con gesti e relazioni che uniscano nella solidarietà tutti coloro che non si rassegnano alla solitudine e all’indifferenza. Anche preparando un pasto promuovendo l’economia locale sostenibile, attenta alla salvaguardia del Creato e alla salute e ai diritti di noi umani, tutte e tutti, che godiamo del dono di abitarlo.

Federico Valenzano

Vicedirettore Caritas diocesana

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