21 marzo 2021 XXVI Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie


Perché la Caritas Diocesana Modenese sente la necessità di celebrare questa giornata assieme a centinaia di migliaia di persone in tutta Italia?

A ricordare e riveder le stelle: Caritas diocesana aderisce alla campagna di cultura e memoria proposta dall’Associazione Libera.

Perché, come cittadine e cittadini, persone che si professano cristiane, lo consideriamo un obbligo morale. La realtà che viviamo ci impone di prendere parte, di scegliere da che parte stare; non a parole, ma con la vita.

Ricordare, fare ed essere memoria, significa riconoscere di appartenere ad una Storia che ci comprende tutti, ad una comune umanità. In Italia significa riconoscere quanto la nostra Costituzione rimanga ancora, per molti aspetti, un desiderio irrealizzato: è facile immaginare lo sgomento dei padri e delle madri costituenti di fronte a quello che la nostra Repubblica è diventata, molto lontana da quella che desideravano consegnare alle generazioni future.

Ricordare le donne e gli uomini che sono morti per difendere un’idea di democrazia reale e la volontà di abitare un paese civile non è un’operazione di facciata, per sentirci “a posto” con le nostre coscienze. Al contrario: significa ricordare a noi stessi che in Italia centinaia di persone possono morire per caso, andando al lavoro o solo perché scelgono di farlo bene. E questo ricordo non vogliamo riservarlo un giorno all’anno, ma celebrarlo ogni giorno attraverso le nostre azioni e il nostro lavoro.

Non perdere la memoria di tutte le vittime innocenti significa anche ricordare le mille ferite della Storia contemporanea. E che noi non viviamo affatto nel “migliore dei mondi possibili”.

Sentiamo in particolare la necessità di ricordare per poter “desiderare”. Questo verbo, etimologicamente, richiama l’immagine degli astri, le stelle che il titolo della giornata richiama.

Queste stelle, che ricordiamo, forse ci hanno reso persone capaci di un’umanità più piena e coerente al Vangelo e alla Costituzione. Il legame inscindibile tra memoria e impegno è dentro il culmine della nostra vita cristiana: l’eucaristia. Nell’eucaristia si celebra la vita.

Come Caritas diocesana dobbiamo interrogarci su quali scelte compiamo ogni giorno nella convinzione che nulla a che fare abbiano con il tema delle mafie.  Sappiamo bene invece che le mafie più pericolose e devastanti sono le mafie che ogni giorno operano indisturbate nell’economia legale con l’approvazione, cosciente o meno, di molti cittadini.

In questo difficile tempo di pandemia, come Caritas rinnoviamo l’impegno di rimanere vicino ai produttori, commercianti e lavoratori del nostro territorio anche acquistando generi che condividiamo con chi si trova nella condizione di doverci chiedere aiuto. E il giusto prezzo non è il più basso, per illuderci che in questo modo, “a fin di bene” riusciamo ad aiutare un numero maggiore di persone; il giusto prezzo è quello più vantaggioso per tutta la Comunità, che ci permette di saldare fini e mezzi, obiettivi e metodo.

 Non cercando il prezzo più vantaggioso per noi, per illuderci che così , a “fin di bene” possiamo aiutare più persone, ma saldando fine e mezzi; obiettivi e metodo.

Per estirpare lavoro nero ed evasione fiscale, combattere le infiltrazioni di realtà illegali che “dopano” l’economia reale con soldi sporchi di sangue è necessario sostenere le migliaia di imprese strozzate dalla crisi di liquidità che si fa sempre più drammatica.

Saremo, per quanto ci è possibile, sempre al loro fianco, a patto che, come noi, nel loro operare pongano al primo posto legalità, rispetto dei diritti dei lavoratori, rispetto dell’ambiente, rispetto delle regole imprescindibili per una convivenza civile. Con la consapevolezza che dobbiamo schierarci al loro fianco anche nella denuncia delle troppe distorsioni del sistema legale, che troppo spesso non garantisce chi ogni giorno fa del proprio meglio per applicare materialmente i diritti e i doveri sanciti dalla nostra Costituzione.

Ricordiamo allora tutte le stelle uccise per mano di mafia che abbiamo incontrato nel nostro cammino di vita, anche solo per averne approfondito la biografia, o il contesto storico nel quale hanno perso la vita.

Alziamo losguardo a questi astri, nei momenti di sconforto, per scoprire e rassicurarciche non saremo mai soli. Di avere molti “amici” e fratelli, persone come noi,normali, Non eroi, semmai martiri, Testimoni, citando San Paolo, che l’Amorenon avrà mai fine. Amici che ci invitano a sentire sempre vivo il desiderio diun impegno per la collettività per costruire ogni giorno, anche in tempo di pandemia,un paese più giusto, libero da ogni mafia.

Federico Valenzano,

Vicedirettore Caritas diocesana.

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