L’Antibarbarie: dal Centro Papa Francesco un appello a “ripensare la spesa pubblica”

“Ripensare la spesa pubblica”. È questo l’invito al centro dell’evento Investire sui Corpi Civili di Pace e Sul Servizio Civile della rassegna annuale dell’Antibarbarie che si propone di “fare memoria per costruire la Pace”. Svoltosi mercoledì 4 novembre al Centro Papa Francesco della Caritas diocesana, l’incontro è stato moderato da Giulia Zurlini di Operazione Colomba, il corpo nonviolento della Comunità Giovanni XXIII.

Le testimonianze di Silvia De Munari, Irma Romero ed Eleonora Costa ci portano dalla Colombia alla Serbia, due Paesi molto lontani ma accomunati dal lascito di conflitti interni che hanno logorato il tessuto sociale di entrambe le realtà. Tessuto sociale che vuole essere riparato da esperienze come quelle della Comunità di San José de Apartado e i Caschi bianchi presenti nei rispettivi territori.

Un’ottima conoscenza dello spagnolo e una particolare sensibilità nei confronti delle lotte intraprese dalla Comunità di San José di Apartado rendono Silvia l’interlocutrice idonea di un modello di organizzazione della vita civile che ha saputo resistere alle violenze della guerriglia e dei paramilitari. Nessuno avrebbe mai scommesso sulla possibilità di dar vita a questa comunità racconta Roviro, membro di questa comunità che “al momento deve far fronte a due pandemie: il COVID e i paramilitari”. Sin dal 23 marzo 1997, giorno della sua fondazione, la Comunità ha subito “intense persecuzioni e violenze materializzate in omicidi e sparizioni forzate nei confronti di molti di noi” che si verificavano ogni volta che andavano in città a rifornirsi di cibo e altri beni di prima necessità. Questa situazione li ha spronati a trovare nella terra una risorsa per essere autosufficienti”.

Secondo Silvia“dal 1974 ad oggi ci sono stati 229.000 morti e 90.000 desaparecidos circa” e “ancora oggi muoiono tanti innocenti” racconta Irma Romero, presidente dell’associazione TEFA Onlus Colombia, sottolineando gli sforzi dei 5 milioni di colombiani all’estero nel “costruire ponti e intrecciare dei fili che ci mantengano uniti ai nostri concittadini” esprime Irma che saluta Roviro – in diretta dalla Colombia – dicendo “Gracias por la experiencia de resistencia que estàn llevando a cabo!”.

Come anticipato, la testimonianza di Eleonora Costa ci porta in Serbia, scenario di conflitti interetnici che, dal 1991 al 2001, insanguineranno i territori ex-Jugoslavi. Eleonora invece arriva a Belgrado nel 2018 tramite il Servizio Civile Universale con Caritas Italiana e rientra in Italia nel febbraio 2019: non ha visto la guerra ma ne ha visto gli esiti. L’esperienza con persone affette da malattie mentali e con i rifugiati l’hanno portata a scoprire “l’esclusione vissuta dagli ultimi, i quali non vengono considerati parte della società”.

Pur nel vivo di queste anomale Elezioni Presidenziali statunitensi, l’Antibarbarie non ha perso l’occasione di rinnovare il proprio appello a riparare secondo giustizia le lacerazioni nel Mondo. Una chiamata che si pone in continuità con la natura stessa del Centro Papa Francesco.

Fonte: stradanove.it

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