IMMIGRAZIONE

Il tema dell’immigrazione è centrale nelle azioni della Caritas Diocesana Modenese, che promuove forme di accoglienza diffusa e comunitaria per le migranti e i migranti che si rivolgono ai nostri Centri di Ascolto.

In questo modo raccogliamo gli appelli che Papa Francesco, dall’inizio del suo pontificato, continua a rivolgere alla comunità cristiana, alla quale viene chiesto di essere Chiesa

in uscita, di non aver timore a confrontarsi e contaminarsi con esperienze molto diverse e lontane da noi. Alla società civile, intesa come unica famiglia umana, Francesco chiede con urgenza un’attenzione speciale agli ultimi e ai più fragili, considerando la situazione geo-politica che stiamo vivendo.

Il nostro agire come Chiesa locale si ispira inoltre alle parole del nostro Vescovo Erio Castellucci, che nella sua lettera pastorale del Settembre 2017 ci ha invitato “dare dei segnali di accoglienza dei richiedenti asilo, mettendo a disposizione dei luoghi e soprattutto cercando di creare attraverso l’accoglienza diffusa dei legami personali e comunitari che favoriscano l’inclusione”.

La Caritas modenese, riconoscendo la complessità della questione, è in costante rapporto con i Servizi comunali e con gli altri soggetti che operano sul tema nel nostro territorio, e in costante confronto con le altre Caritas Diocesane e la Caritas Nazionale, partecipando dal 2016 al Coordinamento Caritas nazionale e a quello regionale sull’immigrazione.

Siamo convinti che i fenomeni migratori debbano essere gestiti per favorire l’avvio di processi che permettano la formazione di una comunità accogliente e inclusiva. In questo senso sono indirizzate le opere-segno che realizziamo, per animare la com unità sul tema dell’accoglienza e promuovendo forme di comunicazione per creare ponti verso riflessioni e nuove disponibilità. Le opere-segno della Caritas modenese si articolano in queste iniziative:

• La diffusione della campagna “PROTETTO: Rifugiato a casa mia” in diverse comunità della Diocesi;

• La partecipazione ai “Corridoi umanitari” attivati da Caritas nazionale  ospitando un nucleo familiare eritreo presso la parrocchia di Nonantola;

• La collaborazione con il comitato “Anni in fuga” di Nonantola e con altre associazioni, preziosa per mantenere una rete stabile nel territorio modenese;

• La costituzione di un protocollo d’intesa tra la Caritas diocesana e l’Unione dei Comuni del Sorbara.

Attraverso queste esperienze non vogliamo avanzare soluzioni per rispondere a tutti i problemi, bensì proposte in grado di avviare processi, prese di consapevolezza, accompagnamento di comunità e persone che proseguiranno il loro cammino oltre e dopo l’incontro con noi.

COORDINAMENTO NAZIONALE E REGIONALE

Il coordinamento nazionale immigrazione (CNI), promosso da Caritas italiana, è un’occasione di formazione per le Caritas Dioc-
esane relativamente alle normative di legge sull’immigrazione e il luogo dove conoscere e progettare nuove forme di accoglienza, studiare, approfondire e monitorare costantemente quanto accade a livello nazionale e mondiale sul tema delle migrazioni nel confronto con ricercatori, medici, mediatori, giornalisti e altri soggetti.

Il coordinamento regionale immigrazione è stato costituito per permettere un confronto sulle diverse esperienze di accoglienza di migranti nei nostri territori, per condividere le problematiche e le modalità con cui queste si affrontano. Dialogare, ascoltare, osservare, imparare dagli altri per discernere in una pedagogia dei fatti che aiuti la Caritas ad operare efficacemente.

COSA RAPPRESENTA L’IMMIGRAZIONE

L’immigrazione rappresenta un’istanza complessa, capace di sus-
citare nelle persone reazioni forti e contraddittorie: il ruolo della comunicazione assume quindi un’importanza fondamentale. E’ importante invece avere consapevolezza di ciò che accade e avvicinarsi con rispetto anche alle diffidenze, resistenze o paure espresse dai singoli e dalle comunità, tenendo sempre aperto il dialogo e il confronto con la massima disponibilità. Per questo motivo la Caritas è impegnata nella proposta di eventi che coinvolgano la comunità ecclesiale e la società civile, con particolare attenzione ai contesti educativi e scolastici.

Tra le iniziative recenti più significative, promosse in collaborazi-
one stretta con il Centro Missionario Diocesano, ricordiamo la Croce di Lampedusa nell’Ottobre 2016, la mostra “In fuga dalla Siria” promossa durante il 2017 nel territorio, il laboratorio “Alle radici” proposto per il Festival delle Migrazioni del 2018 e 2019, il percorso sensoriale “Considerate che questo è un uomo” in occasione del Festival della Filosofia 2019 e le iniziative di sensibilizzazione sostenute, anche attraverso la replica di questi laboratorio il supporto a iniziative similari, presso diverse parrocchie della
Diocesi.

Riconosciamo l’importanza di comunicare facendo attenzione ai diversi contesti e all’età degli interlocutori. Crediamo quindi opportuno proporre modalità diversificate di dialogo: incontri, dibattiti, approfondimenti, laboratori interattivi oltre alle comunicazioni sul sito e i social network. La testimonianza più efficace dello stile Caritas nell’accoglienza dei migranti nei territori rimane quella di chi ne sta direttamente beneficiando. Nell’incontro con i migranti, i rifugiati, lo straniero, ci mettiamo in ascolto e ci lasciamo interpellare. In primo luogo per capire noi, e quindi riuscire a comunicare perché così tante persone oggi, in questo momento storico e politico, sono costrette ad abbandonare la loro terra.

E sempre possibile aderire come comunità parrocchiali e famiglie ai progetti sulle migrazioni, rivolgendosi al Centro di Ascolto Diocesano. La Caritas attiverà un percorso di preparazione e affiancamento per sostenere chi desidera praticare azioni di accoglienza.

Consultando il sito www.caritas.mo.it è possibile restare aggiornati sulle attività di accoglienza e le iniziative culturali della Caritas diocesana sul fenomeno migratorio.