LEGAMI CHE LIBERANO

Il progetto ha un tema trasversale, che rappresenta anche la finalità generale, che è quella di lavorare sul tema dei legami. L’impegno della Caritas Modenese attraverso il progetto “Legami che liberano” è quello di agire all’interno del territorio affinché si pongano le condizioni attraverso le quale la costruzione del legame tra soggetto fragile e comunità sia finalizzato a potenziare le risorse dei singoli.

In questo modo si vuole lavorare perché che ci siano le condizioni affinché le risorse si rimettano in circolo all’interno di un contesto comunitario. La scelta di intervenire su bisogni primari di Casa, Cibo e Lavoro in una logica di welfare attivante è intenzionale, affinché si possa uscire dalla sola assistenza per riscoprire che l’occuparsi di un bisogno ha come fine ultimo l’individuazione di un problema da riconoscere e assumere insieme, per risvegliare un desiderio collettivo di una società fondata maggiormente sui principi evangelici o quantomeno sulla giustizia sociale. L’obiettivo generale dell’intero progetto quindi è quello di intercettare e accompagnare fasce di popolazione che attualmente sono escluse dagli interventi perché, per alcune loro caratteristiche, non rientrano nei soggetti su cui primariamente le istituzioni pubbliche scelgono di intervenire.

Nello specifico, sul problema dell’Abitazione viene aperto un nuovo Centro di Accoglienza con annesso Centro Diurno affinché diventi un luogo di accoglienza e un laboratorio di inclusione sociale per la costruzione di un modello nuovo di housing e presa in carico della persona povera all’interno delle comunità parrocchiali e per tutta la comunità civile. Coerentemente con questo, viene potenziato il sostegno nella progettazione delle accoglienze diffuse nelle comunità affinché accoglienza e animazione siano strettamente collegate. Quanto alla problematica del sostegno alimentare, viene ulteriormente incrementato l’opportunità di accedere ad una mensa cittadina che offre un servizio più adeguato in termini di qualità e opportunità di scelta degli alimenti in un contesto non marginalizzante. Parallelamente si cerca di privilegiare il circuito dei prodotti locali e biologici per le persone accolte e lo sviluppo all’interno delle comunità parrocchiali di alcune mense di fraternità dove, alcuni giorni settimanali, i poveri possono sedersi a tavola insieme ai volontari.

Infine, sulla problematica del lavoro, il CSS (Consorzio di Solidarietà Sociale) come soggetto promotore di tirocini formativi accreditato dalla Regione Emilia-Romagna si occuperà dell’ampliamento delle opportunità di esperienze formative in ambito lavorativo grazie alla propria rete di collaborazione con cooperative e aziende del territori

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Centro di Accoglienza “Papa Francesco”