L’effettività dei diritti, quali condizioni allestire per contrastare le disuguaglianze?

Mercoledì 27gennaio, Giornata della Memoria, la Caritas diocesana, ha deciso di continuare una riflessione, senza arrendersi alla pandemia, e ha l’incontro formativo online “L’Effettività dei Diritti”. Condotto dal vicedirettore della Caritas diocesana Federico Valenzano, il webinar ha visto la partecipazione di Thomas Casadei, professore di Filosofia del Diritto e membro del Centro di Ricerca Interdipartimentale sulle Discriminazioni e Vulnerabilità dell’UNIMORE, e, a distanza, Franca Olivetti Manoukian, Psico-sociologa e fondatrice delloStudioAPS, i quali, partendo dal progetto Fiducia nella Città, hanno dato vitaa una riflessione aperta e condivisa a partire dell’interrogativo “quali condizioni sociali allestire per contrastare le disuguaglianze?”. Fenomeno che produce non poche ferite al cuore di una comunità e che “allontana le persone dal pieno esercizio della cittadinanza – introduce Valenzano – e che richiede nuove forme di intervento in un momento in cui fasce sempre più ampie della popolazione sono colpite dalla povertà in tutte le sue manifestazioni”.

“È per questo motivo che Fiducia nella Città vuole puntare sui beni relazionali incentivandole persone a potenziare le proprie risorse e a costruire legami di appartenenza alla comunità” prosegue il vicedirettore della Caritas diocesana “Legami che nascono dalla possibilità di vedere realizzati i propri diritti”.  Nel suo intervento, Thomas Casadei ha sottolineato l’importanza di “un alfabeto della Carità che dà vita a dispositivi come il calendario dei diritti, frutto di una riflessione corale e collettiva” che rappresenta un “primo strumento per garantire l’effettivo accesso ai diritti da parte dei più fragili”.

Proponendo un approccio multilivello, Casadei ha illustrato la necessità di “stare nella complessità per cogliere la realtà in tutte le sue dimensioni” e “portare la norma dall’astrazione alla realtà misurandone così l’effettività dato che “una norma, per essere efficace, dev’essere interiorizzata nell’immaginario collettivo, nel tessuto sociale”. Un caso emblematico riguarda la didattica a distanza “dinanzi alla quale molte famiglie a rischio di perdita del reddito hanno riscontrato limiti di accesso a internet, bene comune del nostro tempo”.

In questo senso, Franca Olivetti Manoukian ha parlato del bisogno di “stabilire relazioni significative, coinvolgere i soggetti del territorio e creare sinergie tra pubblico e privato al fine di garantire l’interiorizzazione dei diritti nella Comunità”, cioè, una cultura di diritti che si traduca nei comportamenti della società. Le disuguaglianze tendono a irrigidirsi dal momento in cui “molte persone non interiorizzano i diritti fondamentali ma continuano a ridimensionare la dignità dello straniero, del bambino, dell’anziano in quanto titolari di diritti”.

Nei suoi interventi, Manoukian ci ha invitato a “decostruire gli attaccamenti anche a convinzioni illusorie che si giustificano dietro il ‘si è sempre fatto così’” (quasi a parafrasare papa Francesco), a “interrogarsi sul perché i diritti non siano applicati a tutti i soggetti finendo per risultare privilegi per pochi” e a porre attenzione a “non avere la presunzione di sapere cos’è meglio per gli altri”.

Si tratta di imparare a distinguere i problemi dalle persone nel lavoro pastorale e sociale sapendo “cogliere il momento presente, con tutte le sue potenzialità, per allestire condizioni sociali che garantiscano, per tutti, un pieno esercizio della cittadinanza” fondato “sull’eguaglianza dei diritti e dei doveri sotto la cui ombra tutti godono della giustizia” (FT.131).

Estefano J. Soler Tamburrini

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