L’8xmille che ridona fiducia nella città

Il progetto «ItineriaMo» è stato realizzato da Caritas diocesana grazie ai fondi della Cei L’obiettivo è contrastare povertà e solitudini mettendo al centro della comunità i più fragili.


Qui e nella foto in basso, gli ospiti del Centro papa Francesco coinvolti nel progetto «ItineriaMo»

Abitare gli angoli della propria città. Trasformare ogni spazio in un luogo di incontro e prossimità. Promuovere l’amicizia sociale che mette i più fragili al centro della comunità. È qui che risiede il senso di «ItineriaMo», attività del progetto «Legami che liberano» finanziato con i fondi 8xmille della Cei. Pensato per contrastare le povertà e solitudini che si sono acuite durante l’emergenza Covid-19, nel periodo che va da ottobre a dicembre di quest’anno, «ItineriaMo» ha dato vita a un gruppo formato da operatori, volontari e persone già seguite dalla Caritas diocesana.

Così, al Centro papa Francesco, è nato un itinerario di visite organizzato dai partecipanti stessi, ai quali è stato chiesto di indicare un luogo che avesse, per loro, un significato particolare.

Dal Duomo di Modena al parco Amendola, passando per i giardini ducali, ogni partecipante ha indicato un luogo da visitare e raccontare insieme agli altri. «L’incrocio di sguardi diversi ci ha aiutato a guardare la città da un’altra prospettiva», spiega uno dei volontari che ha partecipato al percorso. Qualcun altro sottolinea l’importanza del «dialogo tra passato e futuro, tra una generazione e l’altra», che ha fatto camminare insieme persone di età e provenienza diversa.

La prima tappa è stata piazza Grande, dove si sono incontrate esperienze che risalgono a epoche diverse. «Ero appena arrivata a Modena e ogni mattina mi sedevo sulla scalinata della Porta Regia a leggere il giornale», ha raccontato un’operatrice mentre un partecipante sulla sessantina di anni ricorda: «Da bambino mi sono seduto a cavalcioni un sacco di volte su quei leoni». Che, come ha ricordato una volontaria, hanno il loro significato: «Chi passa in mezzo a loro viene purificato, liberato dai peccati». In piazza Mazzini, invece, davanti alla Sinagoga un giovane volontario ha esclamato: «Ma è sempre stata così? Non avevo mai notato questi colori». Stupore che potrebbe provare chiunque di noi, se ci soffermassimo a contemplare la bellezza che ci circonda. Proprio come uno di loro che, subito dopo piazza Mazzini, sotto i portici di via Emilia, ha detto: «Se alziamo lo sguardo ci accorgiamo di alcune meraviglie. Guardate questo portico, mi piace osservare, sono attento anche ai particolari».

La nostalgia ha condotto il gruppo al Lido Park, in viale Martiri della Libertà, meta preferita da uno dei partecipanti nei suoi anni di gioventù. Tra i luoghi visitati c’è anche il parco XXII aprile, scelto da una giovane: «Lì – ha commentato – c’è un punto di ritrovo per gli anziani che giocano a bocce e rendono più vivibile un contesto già difficile». Altri partecipanti hanno raccontato la vita nel proprio quartiere.

«Ci sono alcune cose che semplificano la vita come la vicinanza degli stabilimenti commerciali, l’accesso ai servizi. Altre invece la arricchiscono, come i buoni vicini e gli amici che ti fanno sentire protetto»: queste sono state le parole di una partecipante originaria dai Caraibi ma ormai modenese “doc”, al punto tale da raccontare agli altri partecipanti il significato della Preda Ringadora in piazza Grande. «Sant’Agostino è stata la mia parrocchia da tanto tempo. Ci andavo con i miei cari genitori e il mio ex parroco. Sono stati anni molto belli, dove ho creato delle belle amicizie», ha raccontato una donna di 55 anni che, rivisitando questa chiesa, ha narrato un pezzo di vita ai propri compagni di viaggio. L’itinerario ha introdotto l’Avvento aiutando i partecipanti «vedere luoghi e posti della città sotto un’altra luce».

Secondo un’operatrice della Caritas, le motivazioni di questo laboratorio nascono dal bisogno di «dare una voce a chi non ce l’ha, di vivere la dimensione di una “ polis” da cui nessuno sia escluso», sottolineando l’urgenza di «passare dalla relazione di aiuto all’attivazione di risorse da mettere al servizio della Comunità».

«ItineriaMo» si pone in continuità con il progetto «Legami che liberano» nella costruzione di una città più giusta e inclusiva. In effetti, come dichiara papa Francesco nel libro Il Cielo sulla Terra, quando una persona «si unisce ad altri per dar vita a processi sociali di fraternità e giustizia per tutti, entra nel campo della più vasta carità, della carità politica». Carità, questa, che diventa concreta grazie all’8xmille.

DI ESTEFANO J. SOLER TAMBURRINI

Leave Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *