Covid, così crescono le povertà a Modena

 Quale impatto socioeconomico ha avuto la pandemia sulle famiglie più fragili? Gli accessi alle Caritas parrocchiali sono rimasti invariati o le necessità sono aumentate? Allo scopo di rispondere a queste domande e realizzare una mappatura delle fragilità precedenti e successive alla prima ondata del Covid-19, tra settembre e ottobre la Caritas diocesana ha rilevato alcuni dati dalle Caritas parrocchiali dei quattro vicariati cittadini, per dare seguito ad un primo rilevamento già avvenuto subito dopo l’inizio dell’emergenza coronavirus, con l’intenzione di fotografare le risorse messe in campo dalle parrocchie nel servizio ai poveri. «Tale impegno – si spiega nella relazione redatta – è utile a stimolare riflessioni, alimentare consapevolezze e maggiore conoscenza del territorio, orientare e sostenere le progettualità future». Alle Caritas parrocchiali dei vicariati cittadini si è chiesto, in particolare, di indicare da un punto di vista “quantitativo” la situazione relativa alle famiglie seguite, evidenziando la differenza tra il periodo pre-Covid e quello attuale, con i dati al 1° marzo ad oggi, per monitorare l’incremento di nuclei familiari che si rivolgono alle parrocchie a causa di un aggravarsi delle situazioni imputabile all’emergenza.

«L’intento prosegue il commento allo studio della Caritas diocesana – è quello di utilizzare i dati per conoscere meglio il territorio, a partire dalle informazioni che le parrocchie posseggonorispetto alle persone che seguono e condividendo i risultati che ne scaturiscono». I dati raccolti indicano un incremento di 124 nuclei familiari seguiti dall’inizio della pandemia, con un passaggio da 1207 a 1331 (4796 persone totali) e un aumento maggiore di quelli stranieri (+89), che restano attualmente i più assistiti dalle Caritas parrocchiali: il 71% assoluto, per un totale di 3394 persone, a fronte del 18% rappresentato dai nuclei italiani (874 persone), con un 11% di dati raccolti in cui non è specificata la nazionalità.

«Le famiglie seguite oggi – specifica la Caritas diocesana – non rappresentano automaticamente la somma dei nuclei pre-Covid e di quelli nuovi. In questi mesi abbiamo assistito a cambiamenti e non sempre le famiglie seguite prima del lockdown sono tornate anche dopo, quando le Caritas parrocchiali hanno riaperto completamente per l’estate. Altre famiglie sono state prese in carico temporaneamente durante il lockdown e in un periodo immediatamente successivo, ma quando c’è stata possibilità di rientrare al lavoro hanno terminato il rapporto con le Caritas parrocchiali. Per quanto riguarda alcune caratteristiche dei nuclei indagati – la presenza di nuclei monogenitoriali, di anziani soli o i minori di 12 anni – non tutte le parrocchie sono riuscite a rilevare questi dati ma la finalità era fare alcuni zoom su situazioni che potrebbero esprimere una povertà maggiore, anche su altri livelli quali la povertà educativa, la solitudine e la fragilità o l’aumento del rischio per la salute. Si evidenzia che, alla luce dei dati rilevati, il “Polo 2” – Vicariato San Lazzaro, che sarà al centro della progettualità 2021 di Caritas diocesana, risulta quello con un numero maggiore di famiglie seguite dalle Caritas parrocchiali: tra queste la percentuale di nuclei stranieri è molto alta (1165 persone totali, +113), così come il numero di minori (690). È altresì importante segnalare che le Caritas parrocchiali di questo territorio sono le più strutturate, gruppi storici che lavorano da diversi anni in accordo anche con i servizi sociali con competenza».

Il rilevamento della Caritas nel capoluogo di provincia con i dati delle parrocchie dei quattro vicariati cittadini

Famiglie: Seguite in 1331, dalla pandemia 124 in più

I nuclei totali attualmente seguiti dalle Caritas parrocchiali dei quattro vicariati cittadini di Modena sono 1331, per un totale di 4796 persone. Si tratta di dati parziali, in quanto mancano quelli di 4 parrocchie. In totale i nuovi nuclei, quelli cioè conosciuti dopo il 1° marzo e dunque dopo l’inizio dell’emergenza Covid-19, sono 124: +12 nel «Polo 1» – Centro storico (da 200 a 212), +52 nel «Polo 2» – San Lazzaro (da 388 a 440), +40 nel «Polo 3» – Sant’Agnese (da 347 a 387), +20 nel «Polo 4» – San Faustino (da 272 a 292). Prima dell’emergenza i nuclei seguiti erano 1207 (-124). Il polo cittadino in cui si registra il numero più alto di nuovi nuclei è il «Polo 2» – San Lazzaro. Dopo l’emergenza, l’incremento maggiore di nuclei seguiti dalle parrocchie ha riguardato famiglie straniere: 89 nuclei totali a fronte di 35 nuclei di italiani. Sul totale delle persone, dopo l’emergenza, si registra il 71% di stranieri e il 18% di italiani, mentre dell’ 11% non è stata specificata la nazionalità. Gli accessi alle Caritas parrocchiali dei 4 vicariati parlano di 874 personedi nazionalità italiana seguite (+77 rispetto alle 797 pre-emergenza) e 3394 di nazionalità straniera (+319 rispetto alle 3075 pre-emergenza). Il polo con più aumento di stranieri è anche in questo caso il «Polo 2» – San Lazzaro, con 44 nuclei di famiglie in più.

Minori. Sono 1874, più di un terzo.

Nell’analisi delle famiglie seguite, si è poi chiesto quanti bambini o ragazzi siano presenti tra i nuclei seguiti, per mappare eventuali situazioni di propensione ad una povertà educativa. Tale dato non era in possesso di tutte le parrocchie, comunque si è riusciti a dare una dimensione chiara. Sul totale delle 4796 persone seguite dalle Caritas parrocchiali dei quattro vicariati cittadini (989 Centro storico, 1425 San Lazzaro, 1330 Sant’Agnese e 1052 San Faustino) i minori figli o coabitanti dei nuclei accompagnati dalle Caritas parrocchiali risultano essere 1874, più di un terzo del totale. Il «Polo 2» – Vicariato San Lazzaro rispecchia il quartiere con la più alta presenza di minori in situazione di difficoltà famigliare sul territoriN ell’analisi delle famiglie seguite, si è poi chiesto quanti bambini o ragazzi siano presenti tra i nuclei seguiti, per mappare eventuali situazioni di propensione ad una povertà educativa. Tale dato non era in possesso di tutte le parrocchie, comunque si è riusciti a dare una dimensione chiara. Sul totale delle 4796 persone seguite dalle Caritas parrocchiali dei quattro vicariati cittadini (989 Centro storico, 1425 San Lazzaro, 1330 Sant’Agnese e 1052 San Faustino) i minori figli o coabitanti dei nuclei accompagnati dalle Caritas parrocchiali risultano essere 1874, più di un terzo del totale. Il «Polo 2» – Vicariato San Lazzaro rispecchia il quartiere con la più alta presenza di minori in situazione di difficoltà famigliare sul territoriN ell’analisi delle famiglie seguite, si è poi chiesto quanti bambini o ragazzi siano presenti tra i nuclei seguiti, per mappare eventuali situazioni di propensione ad una povertà educativa. Tale dato non era in possesso di tutte le parrocchie, comunque si è riusciti a dare una dimensione chiara. Sul totale delle 4796 persone seguite dalle Caritas parrocchiali dei quattro vicariati cittadini (989 Centro storico, 1425 San Lazzaro, 1330 Sant’Agnese e 1052 San Faustino) i minori figli o coabitanti dei nuclei accompagnati dalle Caritas parrocchiali risultano essere 1874, più di un terzo del totale. Il «Polo 2» – Vicariato San Lazzaro rispecchia il quartiere con la più alta presenza di minori in situazione di difficoltà famigliare sul territoriN ell’analisi delle famiglie seguite, si è poi chiesto quanti bambini o ragazzi siano presenti tra i nuclei seguiti, per mappare eventuali situazioni di propensione ad una povertà educativa. Tale dato non era in possesso di tutte le parrocchie, comunque si è riusciti a dare una dimensione chiara. Sul totale delle 4796 persone seguite dalle Caritas parrocchiali dei quattro vicariati cittadini (989 Centro storico, 1425 San Lazzaro, 1330 Sant’Agnese e 1052 San Faustino) i minori figli o coabitanti dei nuclei accompagnati dalle Caritas parrocchiali risultano essere 1874, più di un terzo del totale. Il «Polo 2» – Vicariato San Lazzaro rispecchia il quartiere con la più alta presenza di minori in situazione di difficoltà famigliare sul territorio cittadino modenese, contando 690 minori e dunque il 38% del totale. Seguono il «Polo 4» Vicariato San Faustino con 474 minori all’interno dei nuclei seguiti, il «Polo 3» – Vicariato Sant’Agnese con 398 e il «Polo 1» – Vicariato Centro storico con 312. Nel dato relativo al vicariato Sant’Agnese va evidenziato che, sui 398 figli minorenni delle famiglie seguite dalle Caritas parrocchiali, sono 362 i minori di 12 anni.

«polo 1». Il disagio sta aumentando

C omposto da 4 parrocchie (Sant’Agostino, Tempio-San Biagio, San Francesco, San Pietro), il «Polo 1» -Centro storico vede impegnate 3 Caritas parrocchiali e l’associazione San Vincenzo nella parrocchia di San Francesco. I nuclei totali attualmente seguiti sono 212, per un totale di 989 persone, con un numero abbastanza contenuto di nuovi accessi: questi riguardano in particolare famiglie multiproblematiche, spesso segnalate dai servizi sociali. I nuovi nuclei sono 12 (+8%). La parrocchia che segue più nuclei (91) è San Pietro, più persone il Tempio (382). Si rilevano 53 nuclei italiani per 132 persone, a fronte di 104 nuclei stranieri e 475 persone; del 26% non è stata specificata la nazionalità.

Vengono segnalati 18 nuclei monogenitoriali, generalmente madri con figli, mentre sono 312 i minori e 24 gli anziani soli. Nel dato sulla situazione giovanile sono segnalati 6 giovani «neet», 2 conosciuti dalla parrocchia di San Francesco e 4 da Sant’Agostino.

«polo 2». 440 nuclei e 1425 persone È il vicariato con i numeri più alti

Composto da 8 parrocchie (Regina Pacis, Sacro Cuore, San Giovanni Evangelista, Albareto, San Lazzaro, San Pio X, Santa Caterina, Sant’Antonio Cittadella), in ciascuna delle quali sono attive Caritas parrocchiali, il «Polo 2» – Vicariato San Lazzaro vede attualmente 440 nuclei seguiti, per un totale di 1425 persone: 92 italiani (260 persone) e 346 stranieri (1165 persone). La parrocchia che segue il maggior numero di nuclei (79) è Regina Pacis, quella con il maggior numero di persone in carico è San Pio X (202 per 49 nuclei).

Fatta eccezione per San Pio X, che non ha rilevato il dato, la percentuale più bassa di nuovi nuclei seguiti è quella di San Lazzaro con l’8%, la più alta è quella di Regina Pacis con il 29%. Per quanto concerne i dati assoluti, invece, la parrocchia con il minor numero di nuovi accessi è quella di Albareto, che è anche la più piccola del Vicariato. Tra le famiglie seguite, vengono segnalati 52 nuclei monogenitoriali, generalmente madri con figli, 690 i minori e 9 i giovani «neet», mentre gli anziani soli seguiti dalle Caritas parrocchiali sono 16

«polo 3». Santa Teresa in affanno problemi concentrati in alcune strade

Composto da 7 parrocchie (Sacra Famiglia, Madonna Pellegrina, Collegara, Santa Teresa, San Benedetto, Sant’Agnese, Spirito Santo), il «Polo 3» – Vicariato Sant’Agnese vede operare 5 Caritas parrocchiali e l’associazione San Vincenzo in Sant’Agnese. La parrocchia dello Spirito Santo non ha una Caritas. I nuclei totali seguiti sono 387, per un totale di 1330 persone: quelli nuovi sono 40. La parrocchia che segue un maggior numero di nuclei (137, per un totale di 475 persone) è Santa Teresa, situata in un quartiere con molti alloggi popolari e «sacche» di povertà concentrate in alcune strade specifiche, ed è anche quella con più nuclei nuovi, 17 sui 40 totali per un aumento medio di accessi dopo marzo del 14%. Si rilevano 119 nuclei italiani (308 persone) e 242 stranieri (937 persone), mentre del 6% dei nuclei non è stata specificata la nazionalità: si contano 42 nuclei monogenitoriali, 398 minori (di cui 362 con meno di 12 anni), 28 anziani soli, mentre non è stato possibile calcolare con esattezza il dato dei giovani «neet» ad eccezione di una situazione nella parrocchia di Collegara.

«Polo 4». Stranieri in grande difficoltà

Composto da 9 parrocchie (Gesù Redentore, Cognento, San Faustino, San Paolo, Saliceta San Giuliano, Beata Vergine Addolorata, Beata Vergine Mediatrice Madonnina, San Giovanni Bosco, Santa Rita), in ciascuna delle quali è presente una Caritas parrocchiale, il «Polo 4» – Vicariato San Faustino vede attualmente 292 nuclei seguiti, per un totale di 1052 persone: sono 20 quelli nuovi, di cui 7 a Gesù Redentore, parrocchia che segue anche il maggior numero complessivo di nuclei (67, per 245 persone). La parrocchia con meno nuclei è quella di Cognento (14). Si rilevano 72 nuclei italiani (174 persone) e 203 stranieri (817 persone); del 5% dei nuclei non è stata specificata la nazionalità. Sono 26 i nuclei monogenitoriali, normalmente madre con figli, 474 i minori e 18 gli anziani soli che ricevono un aiuto dalle Caritas parrocchiali del vicariato.

Single. Madri sole che chiedono aiuto

Nei questionari presentati alle Caritas parrocchiali si è chiesto di segnalare anche la presenza di nuclei monogenitoriali, ovvero famiglie composte da un solo genitore con figli minorenni, considerando tale dato rilevante ai fini della riflessione sulla povertà educativa nel territorio, riflettendo le difficoltà sostenute da nuclei monogenitoriali nell’allevamento dei figli, in particolare nel periodo di emergenza e di lockdown (in cui scuole e reti sussidiarie non erano accessibili). Il polo con il maggior numero di nuclei monogenitoriali risulta essere il «Polo 2» – Vicariato San Lazzaro con 52 famiglie, sui 138 nuclei totali. Questo territorio, tuttavia, coincide con il vicariato che riporta anche il maggior numero di nuclei seguiti in città. Dalle rilevazioni è emerso che tra i nuclei monogenitoriali vi è la maggioranza quasi netta di nuclei di madri sole. Il dato del «Polo 2» – Vicariato San Lazzaro rappresenta il 38% del totale, seguono il «Polo 3» – Vicariato Sant’Agnese con il 30%, il «Polo 4» Vicariato San Faustino con il 19% e il «Polo 1» – Vicariato Centro storico con il 19% del dato complessivo di nuclei monogenitoriali seguiti in città

anziani. Soli e vulnerabili, il 32% in area Sant’Agnese

Durante la rilevazione dei dati, è stato chiesto alle parrocchie di evidenziare se tra i nuclei seguiti ci sono anziani che vivono da soli. Il dato assoluto non è molto alto, parametrato alla popolazione anziana, ma la Caritas diocesana ritiene che gli anziani soli che rientrano tra le famiglie seguite dalle Caritas parrocchiali siano quelli che versano in condizioni di povertà o si trovano in situazioni multiproblematiche.

La rilevazione ha volutoiniziare a indagare la situazione degli anziani a partire dalla condizione di vulnerabilità per questa fascia di età evidenziata dall’emergenza Covid-19, ma potrebbe essere un’area di approfondimento ulteriore con le parrocchie, rispetto al supporto che le Caritas e le parrocchie stesse riescono a offrire alle persone anziane, soprattutto se sole. Al momento il vicariato cittadino con un maggior numero di nuclei di anziani soli è quello di Sant’Agnese – «Polo3», con il 32% sul totale dei dati rilevati tra tutti i vicariati e il numero assoluto di 28. Seguono il «Polo 1» – Vicariato Centro storico con il 28%, il «Polo 4» – Vicariato San Faustino con il 21% e il «Polo 2» – Vicariato San Lazzaro con il 19%.

DI MARCO COSTANZINI

Leave Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *