«Puntare sui legami sociali per contrastare la povertà»

«Donne e uomini di Speranza», progetto finanziato dai fondi 8xmille Cei, è stata la risposta della Caritas diocesana all’emergenza sociale che si è intensificata con il propagarsi del Covid–19. Ispirato al modello di una Chiesa in uscita e che si evolve, nelle settimane più difficili dell’emergenza questo progetto ha sostenuto fino a 249 nuclei familiari e un totale di 951 persone, non solo con la distribuzione di alimenti e prodotti per l’igiene ma anche offrendo un accompagnamento alle famiglie più fragili.

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Considerati i risultati ottenuti, il vicedirettore della Caritas Federico Valenzano ha ringraziato coloro che hanno reso possibile questo progetto, realizzato con il prezioso contributo dell’8xmille: «Possiamo affermare che stiamo vivendo un tempo che, come cristiani, siamo comunque chiamati ad attraversare con un atteggiamento di gratitudine: verso i tantissimi volontari, ragazze e ragazzi del servizio civile, operatori di Caritas diocesana, responsabili e collaboratori delle Caritas parrocchiali e che va estesa ai nostri partner del progetto, come le Acli provinciali e la Croce Blu di Modena, così come a tutto il Servizio sociale territoriale del Comune di Modena, con una menzione speciale per le tante assistenti sociali con le quali si è costruito un dialogo». Ma a questo tempo si aggiunge anche «la sfida a sviluppare la capacità negativa, citando l’espressione con cui il poeta inglese dell’Ottocento John Keats descrisse la capacità di stare nell’incertezza e nel dubbio, di sviluppare l’attitudine a “non fare” più che “a fare per fare”, di conoscere e tentare di comprendere la realtà prima ancora che intervenire per risolverla». «Percepisco – aggiunge Valenzano – che vi sia quanto mai la necessità di ricollocarsi in questo contesto di vita, modificare le proprie esigenze e ricostruire le nostre priorità. Quanto abbiamo in mente il compito di sopportare, senza deprimerci troppo e senza alimentare litigiosità fra noi, con le persone accompagnate, con le istituzioni?”». Secondo Valenzano, questi mesi trascorsi insieme ai più fragili, ascoltando i loro bisogni e i desideri «ci hanno reso più consapevoli delle nostre fragilità e mancanze rispetto a quanto abbiamo a cuore la salvaguardia del creato, la fraternità e la solidarietà», priorità su cui papa Francesco, nelle encicliche Laudato si’ e Fratelli tutti, invita a «compromettersi non solo in percorsi di solidarietà ma nell’essere donne e uomini che costruiscono una città più giusta e più inclusiva». «Non è sufficiente contrastare le povertà, ma servono molte energie per il riconoscimento e il superamento delle diseguaglianze, di cui la povertà e uno dei frutti più velenosi e inaccettabili», prosegue Valenzano. Per tale motivo, la Caritas diocesana si propone di «investire sul contrasto alla povertà educativa ponendo al centro i legami sociali: fondamentali per riparare le ferite che il Covid–19 ha prodotto e produce tutt’ora».

Oggi più di ieri, è necessario essere presenti nel territorio: «Non per gestire direttamente dei servizi, ma per generare dei processi dove gli attori e i protagonisti siano le comunità e la società civile, le quali sostenendosi e aiutandosi a vicenda, possano sognare insieme ( Fratelli Tutti 8)».

DI ESTEFANO SOLER T AMBURRINI

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