«Vicini ai poveri con segni tangibili»

DI SERENA MURACCHINI

«Entrò per rimanere con loro» è il messaggio tratto dal Vangelo di Emmaus che dà titolo alla cartolina pastorale del vescovo e che la Caritas diocesana ha fatto proprio per l’incontro di apertura dell’anno del 27 ottobre. La diretta online è stata fortemente voluta dalla direzione, per non perdere il tradizionale momento di incontro con le comunità parrocchiali. «È importante – ha detto la vicedirettrice Maria Rita Fontana – mantenere gli appuntamenti che ci fanno sentire in comunione come Chiesa diocesana».

Nell’intervento iniziale il direttore Eros Benassi ha commentato il versetto del Vangelo sui discepoli di Emmaus e si è soffermato sul desiderio di Gesù di rimanere con noi, anche quando persi e confusi – come i discepoli di Emmaus; così come fa lui, anche i cristiani devono continuare a mettere al centro lo «stare con» i poveri, anche in periodo di pandemia: la capacità di sostare e di donare se stessi, come Gesù nello spezzare il pane. Restare vicino ai poveri con flessibilità e capacità di ascolto, con segni tangibili e nel riconoscere non tanto quello che manca ma la ricchezza e le risorse che portano: questi elementi dell’intervento di Federico Valenzano, vicedirettore, fanno parte degli orientamenti che la Caritas vuole testimoniare e proporre oggi: «Siamo in un momento in cui si assiste all’esigenza di ricollocarsi in questo contesto di vita, essendo capaci di modificare le esigenze: quanto abbiamo in mente che uno dei compiti primari sia quello di “sopportare” senza deprimersi troppo e senza alimentare litigiosità fra noi, con le persone accompagnate, con le istituzioni?». Attorno a queste considerazioni scaturisce l’atteggiamento per continuare a essere vicini ai poveri, offrire un «aiuto concreto», tangibile, dove la dimensione della tangibilità non riguarda solo la materialità di un oggetto o di un bene alimentare, ma anche ciò che impatta sulla vita delle persone e ne condiziona lo stato d’animo interiore. E in questo contesto così destabilizzante è importante cercare quello che c’è nelle persone, nelle realtà, nelle comunità, con la capacità di riconoscerci, mai come oggi, tutti «poveri». Ha concluso l’incontro Maria Rita Fontana illustrando le proposte diocesane, attorno ai tempi dell’anno, appuntamenti che scandiscono il cammino liturgico e spirituale e che sono bussola anche in questi tempi in cui la difficoltà a organizzare momenti di condivisione e di socialità è spaesante e rischia di portare all’immobilismo e alla solitudine.

La Caritas diocesana desidera «rimanere » con le comunità parrocchiali attraverso le proposte per la prossima Giornata dei poveri, per l’Avvento e la Quaresima, attraverso momenti spirituali nell’arco dell’anno; saranno inoltre segno di una prossimità, che si cercherà di mantenere anche con i mezzi virtuali, un calendario di incontri vicariali di ascolto e confronto e la possibilità di accompagnare le singole Caritas parrocchiali nei percorsi sul territorio.

Leave Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *