“Lentius, Profundius, Suavius” per una conversione ecologica

Con il saluto del Vescovo Erio Castellucci, sabato 10 ottobre ha avuto luogo il primo appuntamento dell’Antibarbarie, campagna che si tiene ogni anno grazie allo sforzo congiunto della Caritas modenese, il Movimento Non violento, Operazione Colomba, Mediando ed Europe Direct. Dal titolo “Alex Langer e la Laudato Sì”, l’evento aveva la finalità non solo di far luce su “quello che sta accadendo alla nostra casa comune” ma di ribadire l’invito a una conversione ecologica che si manifesti sia nelle piccole scelte quotidiane sia nelle scelte politiche che orientano le nostre comunità.

Ne abbiamo parlato con Mao Valpiana, direttore del Movimento Non Violento, Marzio Marzorati e Giannozzo Pucci le cui riflessioni hanno suscitato profondo interesse tra i presenti. Il debito, quello ecologico, di cui il Sud del mondo è il principale creditore, la necessità di adottare stili di vita più sobri e di una scienza al servizio delle persone sono stati i principali argomenti dibattuti durante l’incontro.

Già alla fine degli anni Ottanta, lo stesso Alex Langer denunciava la violenza con cui la nostra casa comune veniva lacerata dagli imponenti ritmi di consumo e di estrazione incentivati dalla cecità dell’uomo “L’albero della terra non solo è stato spogliato dai suoi frutti, ma è stato intaccato nella sua sostanza (…) non per bisogno, ma per ragioni predatorie”. La citazione ci fa ricordare che lo scorso 22 agosto c’è stato l’Overshoot Day, giorno in cui la terra vede esaurite le risorse naturali di tutto l’anno. Verificato per la prima volta nel novembre del 1980, il fenomeno si è anticipato di anno in anno fino a presentarsi il 29 luglio 2019. Quest’anno, a provocare un lieve ritardo rispetto al 2019 è stato il lockdown imposto con tempi e modi diversi da un Paese all’altro durante le fasi più acute dell’emergenza Covid-19.

Nella transizione dagli anni Ottanta ai Novanta, Langer proponeva la riconciliazione con la natura e il dialogo interculturale come pilastri “per la costruzione di un futuro amico”. Era tra i pochi che annunciava con insistenza il configurarsi di un nuovo mondo in cui la minaccia del surriscaldamento globale avrebbe succeduto le tensioni nucleari e la scomposizione dei due blocchi avrebbe lasciato spazio a conflitti interetnici come nel caso dell’ex-Jugoslavia, del Rwanda o della Guerra del Golfo.

Alla nostra generazione invece, Langer lascia due lezioni importanti: la prima riguarda la convergenza di realtà diverse (Chiesa, politica, società civile) nella salvaguardia di della nostra Casa comune. La seconda invece è un invito a un pensiero globale e a un agire locale come accade, ad esempio, nelle Comunità Laudato Sì nate su intuizione di Slow Food insieme alla Chiesa di Rieti, le quali hanno scelto di vivere a ritmo lentius, profundius e suavius “per restituire la dignità agli esclusi e nello stesso tempo per prendersi cura della natura” (LS. 139)

Estefano J. Soler Tamburrini

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