“Chi mi ferma a me?”

Il racconto di Anna Paola.

Oggi conosciamo meglio Anna Paola, una delle signore che ormai da tempo frequenta alcune delle attività proposte dalla Caritas, quali lo Spazio Donne e le Cene di fraternità all’interno degli spazi del Centro di Accoglienza Papa Francesco. In seguito alla situazione di emergenza legata al Coronavirus, in questi ultimi mesi è rimasta in contatto con gli operatori della Caritas modenese anche tramite la spesa consegnata a casa dai volontari di settimana in settimana. 

Ci risponde al telefono e da subito si sente la gioia anche solo nel sentire una voce amica, la voce di Serena, operatrice Caritas, che le chiede come sta andando questo periodo a casa, senza poter uscire e fare le attività di sempre. Anna Paola è una donna ancora piena di energie: l’età avanzata e gli acciacchi non la distolgono dal desiderio di tornare il prima possibile alla normalità. Una quotidianità fatta di semplici cose che la facevano sentire amata e felice: da quando è iniziato il lockdown non è mai stata con le mani in mano, si è subito prodigata per aiutare i condomini, adoperandosi nell’arte del cucito. Ci rassicura però, dicendo che ha pensato anche ai suoi amici in Caritas: da tempo ha pronti in casa abiti che ha preparato per essere esposti al Centro d’accoglienza ed essere scelti da ospiti e operatori. Non appena sarà possibile ritrovarsi, ha già in mente di portare delle torte per festeggiare insieme. E’ un turbinio di energie e ancora una volta dal capo del telefono è difficile trattenere la sua voglia di tornare a vedersi. 

La chiacchierata prosegue e le chiediamo come si sta trovando con la consegna alimentare a casa, momento in cui incontra i volontari della Caritas, giovani che hanno deciso di dedicare qualche ora della propria settimana per mettersi a servizio degli altri. Risponde con voce squillante di essersi trovata molto bene e ci confida di aver raccontato loro di quanto piantato in questi mesi sul balcone (pomodoro, basilico, prezzemolo, patate e peperoncini) e ridendo afferma: “Chi mi ferma a me? Non riesco mica a stare ferma. Ho le gambe nervose che non vedo l’ora di muoverle”. Proseguendo nella conversazione si giunge ad una “analisi” dei prodotti consegnati in casa in queste ultime settimane tramite il servizio di distribuzione della Caritas (pensato all’interno del progetto ‘Donne e uomini di Speranza’). Anna Paola è rimasta entusiasta dalla spesa: “ah meravigliosa, bene, grazie, tutto ok, c’era tutto quello di cui ho bisogno” e concludendo il discorso ringrazia in particolar modo per aver inserito all’interno della spesa anche il parmigiano reggiano (necessario per motivi di salute), confidando che era da molto tempo che non ne mangiava più.

Anna Paola non vede l’ora di ricominciare le attività che tanto la facevano stare bene e sentire viva: propone la ginnastica anche con nuove modalità (mascherine, distanziamento sociale, spazi all’aperto…) qualsiasi cosa pur di ricominciare e tornare a vedersi. La chiamata si conclude con la promessa di contattarla non appena ci sarà la possibilità di ripartire con qualche attività, il tutto accompagnato da una crostata da condividere con tutti.

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