La rete di solidarietà accanto ai più fragili

DI SANDRA S ANTINI

«In questa situazione di pandemia, nella quale ci troviamo a vivere più o meno isolati, siamo invitati a riscoprire e approfondire il valore della comunione che unisce tutti i membri della Chiesa. Uniti a Cristo non siamo mai soli, ma formiamo un unico Corpo, di cui Lui è il Capo». Le parole di papa Francesco nella Messa del 15 marzo scorso orientano il nostro cammino: di questo corpo abbiamo imparato a prenderci cura, abbiamo riconosciuto i sintomi di un malessere nuovo, scoperto le energie a disposizione anche quelle che non sapevamo di avere, inventato metodi nuovi per curarci. La strada per arrivare alla salute è ancora lunga, ma abbiamo saputo ripartire da noi, corpo di Cristo, la Chiesa. 

Così la Caritas diocesana ha dato vita a un progetto chiamato «Donne e uomini di Speranza» e ha pensato che non c’è speranza senza una rete di persone, senza ascolto e dialogo, senza formazione, senza aiuto. Anche nelle difficoltà, come spiega la direzione Caritas, bisogna «cogliere l’opportunità di ricostruire o rafforzare il senso di appartenenza ad una comunità scoprendo l’importanza di legami sociali reali, concreti, che sanno connettere bisogni e risorse, lavorando sul senso civico e la ricostruzione di comunità aperte, inclusive e attente ai più fragili». Al progetto hanno dato subito anima quanti di noi si sono fatti volontari nel donare: chi tempo, chi denaro. La rete è composta dalla collaborazione di Acli, Croce blu, Comune di Modena, venti parrocchie della nostra arcidiocesi – Albareto, Baggiovara, Beata Vergine Addolorata, Cognento, Collegara, Gesù Redentore, Madonna Pellegrina, Madonnina, Regina Pacis, San Pietro, Sant’Agnese, Sant’Agostino, San Benedetto, Saliceta San Giuliano, San Faustino, San Lazzaro, San Pio X, Santa Caterina, Santa Rita, Santa Teresa, Tempio San Biagio – scout Agesci, volontari, donatori e aziende del territorio.

In poco tempo sono stati raccolti 38.820 euro, grazie alla raccolta fondi aperta per l’emergenza Covid–19 e ancora attiva per tutti coloro che volessero sostenere l’attività della Caritas diocesana: per donare si deve effettuare un bonifico all’Iban: IT 25 X 05034 12900 0000 0000 4682 con causale «raccolta fondi per emergenza Covid–19», intestato a «Caritas diocesana modenese». La Caritas ha dunque potuto mettersi in moto grazie alla segnalazione delle parrocchie e raggiungere in breve tempo 679 nuclei famigliari, per un totale di 1.512 adulti e 918 minori supportati nel fisico così come nello spirito: non solo sono stati distribuiti generi alimentari ma sono state attivate linee di ascolto e di dialogo.

Sono infatti monitorate fragilità socio–economiche emergenti e nuove fragilità nate in questo periodo storico; si sollecitano al raccordo tra loro altre realtà come i servizi sociali comunali, i medici di base e le scuole di ogni ordine e grado. Anche il territorio non è stato dimenticato: proprio per «ripartire da noi» la Caritas ha deciso di utilizzare le donazioni per coinvolgere e al tempo stesso sostenere le aziende del territorio, acquistando ad esempio dispositivi di protezione o carne, ma anche aziende di altre province a produzione biologica per pasta e riso.

Il progetto vuole integrare le realtà economiche del territorio, aprendo così spazi di dialogo, spazi per idee nuove e per collaborazioni future. «L’attenzione al territorio – spiega la Caritas – vuole essere fortemente coniugata con l’attenzione alla terra, al prodotto di qualità, perché crediamo che la carità si nutra di bontà e bellezza e di lavoro dignitoso. Ringraziamo quanti hanno fatto emergere le risorse del territorio perché ci hanno fatto scoprire forti nelle difficoltà. Ringraziamo quanti hanno bussato per chiedere perché hanno dato voce al nostro dolore». La strada è in salita, qualche parte del corpo ancora da curare, ma restando in ascolto e attenti la meta si farà più vicina.

Coinvolte venti parrocchie insieme a Croce blu, Acli Agesci, Comune di Modena e alle aziende del territorio Un contributo a 679 famiglie con 1.512 adulti e 918 minori grazie a volontari e donatori: la raccolta fondi attivata ha raggiunto quasi 40mila euro

I volontari impegnati nella preparazione dei pacchi da consegnare alle famiglie in difficoltà economica durante l’emergenza Covid–19

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