Caritas italiana al Centro Papa Francesco

Di Estefano J. Soler Tamburrini

«Mai smettere di sognare» è stato l’appello di don Marco Pagniello durante la visita di mercoledì 5 febbraio al centro Papa Francesco. Accolto calorosamente da ospiti e volontari, il responsabile dell’Area nazionale della Caritas italiana ha potuto apprezzare in prima persona i vari progetti attraverso cui la Caritas diocesana cammina con le persone fragili e cerca di animare il territorio. Al suo fianco Monica Tola di Caritas italiana, che in questi tre anni ha accompagnato la nostra Caritas come valutatrice del progetto, nel senso etimologico del termine, ovvero, persona capace di “dare valore” all’opera–segno.

L’incontro ha avuto inizio con il «Laboratorio sulla corporeità» condotto dalla volontaria Lucia Manfredini, che ha coinvolto bambini, giovani e adulti. Poco dopo, i presenti si sono lasciati stupire da un Presepe che, a più di un mese di distanza dal Natale, continua a far riflettere i visitatori. Raccontato dalla voce di alcuni dei suoi ideatori, gli studenti della prima superiore del liceo Wiligelmo Giovanni, Dario, Massimo e Matteo, così come da Alfredo e Pierpaolo, esso vuole «rappresentare la nascita del Figlio di Dio in un contesto di immagini nelle quali si denunciano le ingiustizie che accadono nel mondo offrendo, allo stesso tempo, prospettiva di un futuro di pace e riconciliazione per la nostra Casa comune».

La rappresentazione di un Presepe che cerca di annunciare l’attualità del messaggio evangelico abbraccia a sé il senso più profondo di un luogo che non dipende tanto dagli spazi di cui dispone quanto dal significato delle relazioni che si formano al suo interno. Lo si conferma salendo le scale verso il secondo piano e arrivando allo «Spazio Donne», in cui le partecipanti, lavorando in équipe, scoprono nuove risorse che vanno dal design e l’elaborazione di vestiti all’arte nelle sue varie forme di espressione.

«Questo luogo, più degli altri, parla del fatto che l’incontro con l’altro tiri fuori il meglio di noi», ha commentato il vicedirettore della Caritas diocesana Federico Valenzano, mentre rifletteva sull’importanza della relazione come elemento cardine dell’opera di volontariato.


Foto di gruppo con don Pagniello al centro Papa Francesco

Durante l’incontro Catia Fois, coordinatrice dei progetti Caritas legati al cibo e all’alimentazione, ha raccontato nel dettaglio il progetto «Intrecci di Gusto » che, ispirandosi a uno sviluppo sostenibile e prendendo atto delle ricadute delle nostre abitudini alimentari sulla comunità, sottolinea l’importanza di «nutrirsi in modo corretto nel rispetto del proprio corpo come casa che va curata». A tal fine è stata superata la logica delle donazioni alimentari per aprire a un modello che tenesse in considerazione la qualità del cibo, dei fornitori e, soprattutto, le specificità del territorio.

Don Marco Pagniello ha concluso la sua visita descrivendo il centro Papa Francesco come «un’opera segno, un’opera pedagogica che consiste nell’educare tutti a vivere la carità intesa come un percorso continuo, sempre in fase di costruzione, il quale si rinnova in ogni esperienza ». Parole che confermano la vocazione generativa di un’opera chiamata a non ripiegarsi su sé stessa, ma a riscoprire il proprio significato giorno dopo giorno in una logica dinamica, e dunque, viva.

Nostro Tempo, 26/02/2020.

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