Caritas, Giorno della memoria a Villa Emma

Di Martina Romanelli.

In occasione della Giornata della memoria, la Caritas diocesana ha proposto a ospiti e volontari del Centro diurno Papa Francesco un itinerario di riflessione e testimonianza sull’esperienza della Shoah, ponendo particolare attenzione al ricordo e alla valorizzazione dell’accoglienza e della solidarietà che il nostro territorio ha saputo esprimere attraverso l’esperienza di Villa Emma a Nonantola.

Il percorso si è articolato attraverso una serie di incontri: nel primo, al gruppo dei partecipanti al Centro diurno è stata proposta la visione di una recente intervista a Liliana Segre e, successivamente, un momento di condivisione sulle emozioni che il racconto aveva suscitato in ognuno.

Il secondo incontro ha visto la presenza di Geppe Bertoni, un cittadino di Nonantola, che da bambino ha vissuto in prima persona l’esperienza dell’accoglienza in casa propria di una famiglia ebrea, in fuga dai nazisti. Il racconto di Geppe è stato toccante e coinvolgente per la passione delle sue parole e la forza delle emozioni, autentiche e dirette, che è stato capace di trasmettere. La testimonianza di Geppe è stata accompagnata dalla presenza di Fausto Ciuffi, della Fondazione Villa Emma, con il quale ci siamo confrontati, in termini più ampi, sulle radici del razzismo e dell’intolleranza che ha permesso la nascita della Shoah, e sul valore e l’importanza di continuare a fare ancora oggi memoria per evitare che tragedie del genere possano ripetersi.

La terza tappa del nostro itinerario si è svolta nella giornata della Memoria, lunedì 27 gennaio. Tutto il gruppo dei partecipanti si è recato in visita a Nonantola, dove ha potuto vedere di persona i luoghi della memoria. La prima tappa della visita è stata Villa Emma stessa; successivamente ci siamo spostati nell’Abbazia, dove don Mattia Ferrari, oltre a mostrarci le bellezze artistiche e architettoniche, ci ha parlato del ruolo attivo che la nostra Chiesa ha svolto nell’esperienza dell’accoglienza dei giovani ebrei a Nonantola, attraverso l’apertura delle porte del Seminario.

La visita a Nonantola si è conclusa con una merenda presso la Taverna del Pensiero Lungo, sede del Comitato cittadino «Anni in Fuga», segno di continuità di una cultura dell’accoglienza che caratterizza la comunità di Nonantola e che oggi si rivolge ai migranti, in particolare profughi, che arrivano sul territorio cittadino, attraverso la promozione di gesti concreti di integrazione e inclusione sociale.

Nostro Tempo, 09/02/2020.

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