UN PRESEPE “SPECIALE” AL CENTRO PAPA FRANCESCO

Quest’anno gli ospiti, gli operatori e i volontari dei servizi della Caritas diocesana hanno realizzato insieme un presepe molto particolare. L’idea è nata da un laboratorio a cui hanno partecipato degli studenti del primo anno del liceo Wiligelmo e alcuni ospiti del Centro di accoglienza Papa Francesco. Il gruppo ha scelto di immaginare insieme una propria rappresentazione della Natività, coinvolgendo un ampio gruppo di ospiti e volontari del Centro diurno e Centro di accoglienza, coordinati da operatori del Centro di ascolto.L’idea di fondo è quella di immaginare che tipo di mondo avrebbe trovato Gesù se fosse nato oggi. Si è scelto di rappresentare su un piano di legno orizzontale due metà, separate da una parete verticale nel mezzo: da una parte il mondo della povertà, del disagio(non solo economico ma anche ambientale) e dei conflitti; dall’altra quello del benessere, della ricchezza e dell’agio. Nella parete verticale, corrispondente al piano della povertà, il gruppo ha deciso di rappresentare delle risposte di speranza: immagini legate al centro Papa Francesco, momenti di solidarietà, scene di riconciliazione, ed esempi di cura per il Creato. Nella parete verticale, corrispondente al piano del benessere, invece i partecipanti hanno scelto di rappresentare un cielo scuro che va dal nero al grigio e che vuole significare l’indifferenza e la chiusura in sé stessi di chi limita l’orizzonte della propria esistenza al soddisfacimento dei propri bisogni. Non necessariamente persone che vivono il lusso e l’eccesso; ma anche chi si accontenta del proprio «quieto vivere» e si assopisce nell’indifferenza verso il prossimo e verso i più fragili. In questo contesto la nascita di Gesù vuol essere un segno di speranza per tutti.Per questo, la Natività è in basso,vicino alla nostra umanità, intagliata sulla parete verticale in modo da renderla visibile da entrambe le parti. Segno di speranza dunque, che si incarna, per chi vive nella povertà,nelle opere di solidarietà di tanti uomini e donne di buona volontà; e per chi sta nel benessere in un richiamo a risvegliarsi dal torpore della propria indifferenza. (M.R.)

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