Nonantola. La stola di Annamaria consegnata al Papa

di Paolo Seghedoni

NONANTOLA. C’erano anche 16 nonantolani ieri in San Pietro, per la messa che Papa Francesco ha celebrato per i morti in mare, nell’anniversario della sua visita a Lampedusa. Una celebrazione molto toccante, in cui Bergoglio ha ribadito che “per Dio nessuno e straniero” e ha messo al centro la figura degli ultimi della terra come persone e non come categorie, nello stile del Vangelo.

La delegazione nonantolana, con il cappellano don Mattia Ferrari, era decisamente eterogenea: alcuni giovani, alcuni migranti (una cattolica, un cristiano copto e un musulmano) e un gruppo di signore del gruppo parrocchiale di ricamo, con Annamaria Campana che ha consegnato nelle mani di Francesco la scatola contenente la stola pensata e ricamata per l’occasione, con simboli di Nonantola.

«La stretta la mano col Papa è stata davvero indimenticabile – ricorda la 20enne Giorgia Ansaloni – con noi si è fermato pochi istanti ma tutti siamo riusciti a parlare per qualche istante, con Annamaria è rimasta più tempo. È stato davvero molto emozionante, una bellissima esperienza che non dimenticherò».

Giorgia, tra l’altro, è stata scelta per l’offertorio durante la celebrazione: “C’era davvero il mondo in San Pietro: solo con me per l’offertorio c’era un siriano, un brasiliano, un colombiano… poi non scorderò l’omelia del Papa, è stata toccante».

Don Mattia Ferrari, il giovane cappellano che in aprile era sulla Mare Jonio in Mediterraneo, ha avuto modo di parlare un po’ più a lungo con Francesco prima della celebrazione: «In sacrestia abbiamo scambiato qualche parola. Non più di un minuto e mezzo, ma è stato un incontro ricco di significato. La celebrazione dell’eucarestia è stata molto bella ed è stato importante che il Papa alla fine abbia scelto, come è a caduto in altre circostanze, di salutare i presenti uno a uno stringendo la mano e scambiando una parola con tutti. È stato importante perché i migranti spesso vengono ridotti semplicemente a cifre, invece in questo modo e con questo semplice gesto ha dato risalto e valore a ciascuna persona».

I rappresentati arrivati da Nonantola, a nome di tutta la comunità, hanno vissuto un’emozione molto intensa, a cominciare dalle signore anziane del gruppo ricamo. «Annamaria è riuscita a dare al Papa la scatola con la stola, ma è stato difficile farla passare: presentarsi con una scatola così grande alla celebrazione aveva creato qualche preoccupazione alla sicurezza, ma alla fine tutto è filato liscio».

L’ultima battuta è per uno dei tre migranti (insieme a Carolyne e Teklemariam) arrivati da Nonantola, il giovane Mansoor: «È stata una bellissima esperienza, pregare insieme e alla fine consegnare la stola che abbiamo pensato insieme. Ha salutato tutti, mi sono emozionante molto, anche perché era la prima volta che vedevo il Papa».

Gazzetta di Modena 09/07/2019

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