LO AVETE FATTO A ME

Il laboratorio è stata l’occasione per approfondire l’identità, il mandato e lo stile della Caritas. Tre i momenti: l’ascolto della Parola il racconto di una testimonianza e l’ultimo con il confronto in gruppo e alcuni orientamenti

DI SERENA MURACCHINI

Tra le attività formative proposte quest’anno pastorale dalla Caritas diocesana, il laboratorio di formazione per nuovi volontari è nato con l’idea di offrire un’opportunità per approfondire l’identità, il mandato e lo stile della Caritas. Tre gli appuntamenti programmati: Modena, Nonantola e Corlo. Inizialmente pensato per affrontare questi temi con i nuovi volontari, l’equipe del Laboratorio delle Caritas parrocchiali ha scoperto che l’occasione è stata utile sia per conoscere meglio alcune realtà incontrate, sia per i volontari senior per tornare al cuore del servizio e rileggerlo come testimonianza di carità nell’incontro con i fratelli. Diviso in tre parti, il laboratorio ha fatto scaturire il tema dell’identità dall’ascolto guidato della Parola (Mt 25, 31–40 l’icona scelta), cui ha fatto seguito il racconto di una testimonianza portata da una Caritas parrocchiale: non grandi opere, ma storie di persone che hanno vissuto l’incontro con contenuti specifici, quanto quello di approfondire il senso dell’essere Caritas, ovvero ciò che caratterizza come volontari o meglio come fratelli, appartenenti ad una stessa comunità cristiana. Quindi il poter ritrovare nella Parola di Dio una fonte a cui abbeverarsi, che rimette al centro un servizio che è presenza e accompagnamento delle persone, in una relazione di fiducia e di accettazione non giudicante. L’ascolto delle storie ha fatto capire a tutti che l’importante è la relazione con l’altro, ciò che si crea nell’incontro e nel camminare insieme nei momenti di fragilità e non tanto l’ansia di rispondere a bisogni. Il compito della Caritas si esprime in una funzione di ascolto, accompagnamento e animazione comunitaria della carità, che ha al centro l’imparare a stare insieme e a condividere in una dimensione «di famiglia», che aderisce allo stile di Gesù. Una riscoperta che dona speranza e gioia. L’equipe ringrazia tutti quanti hanno partecipato per il desiderio di essere presenti e dare qualcosa di proprio, per aver riportato nelle loro comunità quanto vissuto insieme e aver mostrato volti e realtà parrocchiali ricche, che tanto hanno da dare e comunicare.

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