“CON I PIU’ FRAGILI ABBIAMO SCOPERTO LA BELLEZZA DI SERVIRE”

La testimonianza di un gruppo di scout al Centro diurno

S ervire è il motto delle comunità scout R/S ed esprime la convinzione che il vero modo di raggiungere la felicità è procurarla agli altri seguendo l’insegnamento di Gesù Cristo. Lo scorso sabato 30 marzo a Modena venti ragazzi provenienti da tutta la regione hanno partecipato ad un evento dal titolo «Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo». I ragazzi si sono divisi in gruppi per fare diverse esperienze di servizio.

Chiara, Sara e Pietro erano a Porta Aperta, per conoscere questa realtà così attiva e significativa della città.

L’associazione coordina una serie di servizi, come la prima accoglienza, il servizio mensa, l’ambulatorio medico e lo sportello degli avvocati di strada.

Elena, Rachele e Luigi si sono messi a disposizione del Centro diurno della Caritas di Modena, luogo in cui persone in difficoltà si incontrano per fare comunità e imparare qualcosa grazie a diverse attività utili. Grazie alla testimonianza dei volontari, i giovani hanno scoperto le attività di sostegno che svolge la Caritas diocesana a favore delle fragilità delle persone. Il Centro diurno è un luogo aperto a persone senza fissa dimora o persone che stanno vivendo un momento di difficoltà che può essere la perdita del lavoro e la perdita di affetti.

Gli operatori hanno declinato questo luogo come un laboratorio finalizzato alla socializzazione, animazione e inclusione messo a servizio delle persone più escluse. Nel pomeriggio trascorso insieme è stato bello per i giovani assaporare un clima di grande famigliarità e calore tra tutti gli ospiti.

Da questa esperienza i partecipanti si sono resi conto che non è necessario fare grandi cose per donare un sorriso, basta stare in compagnia e fare attività, ad esempio giocare a tombola, tutti insieme. «Non ci siamo arricchiti materialmente – hanno raccontato i ragazzi al termine dell’esperienza –, ma abbiamo fatto tombola! Il bello del servizio è donare senza aspettarsi niente in cambio, ma tornando a casa sentendosi ogni volta più arricchiti nell’animo. Torniamo a casa con la consapevolezza che con il poco di molti è possibile, come diceva Baden Powell, lasciare il mondo un posto migliore di come l’abbiamo trovato».

Elena Semenza