DONNE IN DIFFICOLTA’, LA MENSA E’ SOLIDALE

DI LUCA B ELTRAMI

Una tavola tutta al femminile con due ospiti speciali nel giorno dedicato alle donne. Lo scorso 8 marzo al Centro di accoglienza Papa Francesco si è tenuta una mensa di fraternità diversa dalle altre: insieme alle utenti e alle operatrici Caritas hanno pranzato Giuliana Urbelli e Giulia Paltrinieri, rispettivamente assessore al Welfare e alla coesione sociale e dirigente del Servizio sociale territoriale del Comune di Modena. Accolte da Federico Valenzano, vicedirettore della Caritas, Urbelli e Paltrinieri non hanno solo condiviso il pasto con le ospiti del Centro, ma hanno potuto conoscere da vicino le attività svolte all’interno del Centro diurno ed in particolare lo Spazio donna, la proposta della Caritas rivolta alle donne in condizioni di fragilità. «Che qualità dell’esperienza hanno generato le azioni nate all’interno dello Spazio donna? – è la domanda da cui parte la riflessione introduttiva di Valenzano – Il Centro diurno è un luogo dove lo stile di condivisione e riconoscimento si concretizza nei legami continuativi tra persone, nei gruppi di ricerca e lavoro, nella gestione di ambienti come la cucina. In questo luogo si manifestano i tratti del superamento, almeno parziale, dell’individualismo e della frammentazione, che caratterizzano la cultura e la società occidentale, diventando soggetto promotore di cambiamento, sia per chi lo frequenta sia per il territorio nel quale è inserito».

 Soddisfatta dell’iniziativa l’assessore Urbelli: «Doveva essere un incontro di lavoro invece si è trasformato in una piacevole esperienza di condivisione, nella quale abbiamo potuto assistere dal vivo a quello che accade alle mense di fraternità e al Centro diurno, in una giornata significativa come la festa della donna. Si è potuto parlare con le persone, delle loro storie, della loro vita, e abbiamo potuto vedere ciò che apprezzano in questo che è qualcosa di più di un servizio.

Come Comune di Modena – prosegue Urbelli – intendiamo proseguire nel percorso condiviso con la Caritas diocesana e intrapreso due anni fa con la creazione di un protocollo basato su una logica su welfare di comunità. Al di là delle sigle, il protocollo si è trasformato in qualcosa di concreto all’interno del Centro di via dei Servi, un luogo bello e piacevole, che favorisce la socialità. È una logica diversa, che richiede molto tempo e lavoro, ma probabilmente nel lungo periodo dà dei risultati maggiori in termini di riattivazione delle persone».