SEMPRE PIU’ PERSONE BUSSANO ALLA CARITAS

Il vicedirettore della CAritas diocesana Federico Valenzano, tocca con mano tutti i giorni il problema della fame e della povertà. Un tema che, nei prossimi anni,si cercherà di risolvere con una formula diversa da quella tradizionale.

Come affronta la Caritas il problema della fame in città?

«Non abbiamo in gestione diretta delle mense, ma collaboriamo con diversi centri che si occupano di questo problema. Porta Aperta per esempio,è un organismo di istituzione cristiana sostenuto dal Comune, a cui noi mandiamo persone in stato di difficoltà. La stessa cosa la facciamo con la mensa Ghirlandina».

Il flusso di persone che si rivolgono a voi è in aumento?

«In città sono aumentati gli spazi a cui rivolgersi. Noi poi, abbiamo fatto la scelta di selezionare le persone da aiutare, creando dei percorsi individuali. Ci sembra una metodologia più efficace, che ottiene risultati duraturi».

Si parla molto però di mense per i poveri.

«E’ vero, ma in futuro vorremmo dare vita a una formula di tipo diverso, dando continuità a un servizio che svolgeva don Graziano Gavioli prima di partire come missionario per le Filippine».

Di cosa si tratta?

«Vogliamo moltiplicare le cosiddette mense di fraternità: non più uno stanzone con cinquanta persone che magari non dialogano nemmeno tra di loro, risolvono il problema momentaneo della fame e poi se ne vanno. Vogliamo ricreare un ambiente il più possibile familiare».

In che modo?

«Mensa da cinque o sei persone. Ci si guarda in faccia, si parla,  si tirano fuori i problemi e si cerca di risolverli. Si crea un ambiente familiare. C’è calore, fratellanza, scambio. I risultati sono sorprendenti».

Il sistema verrà sviluppato?

«Sì, nel senso che don Graziano lavorava molto sulla spontaneità e sul volontariato: a volte faceva da mangiare lui,altre volte riceveva cibo da persone animate da buone intenzioni. Il prossimo passaggio sarà l’accordo con i fornitori di derrate alimentari, per dare un’organizzazione più sistematica».

Il futuro è questo?

«Per noi si. Invece di una sola mensa di sessanta persone, ne vorremmo dieci da sei.

Prorpio qualche settimana fa è stato presentato anche l’ampliamento del centro di accoglienza della Caritas diocesana di via dei Servi, centro dedicato a papa Francesco. E’ in funzione con un centro diurno per una quindicina di utenti e con un centro di accoglienza per 8 persone e con il potenziamento previsto si passerà a 15 posti letto. Nel centro saranno accolti quindici uomini adulti, italiani e stranieri(come del resto italiani e stranieri sono gli utenti del centro diurno), persone conosciute dal centro di ascolto della Caritas diocesana, dai servizi sociali del Comune o dalle parrocchie, proprio perché la logica è di creare un percorso di conoscenza e di convivenza, con la cena in comune e con volontari e operatori Caritas a supervisionare».

da Resto del Carlino Modena, lunedì 18 febbraio 2019

Leave Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *