Pranzo di Natale al centro «Papa Francesco» A tavola con la Caritas per costruire relazioni

Pranzo di Natale al centro «Papa Francesco» A tavola con la Caritas per costruire relazioni

Un piatto di passatelli in una tavola apparecchiata a festa.
Il Natale è anche in questa immagine, regalata dal centro di
accoglienza «Papa Francesco», dove ha avuto luogo il pranzo di Natale con ospiti e operatori della Caritas.
Riuniti a tavola per mangiare insieme e riflettere sul significato del Natale, guidati del direttore Eros Benassi, i presenti hanno condiviso molto più di un pasto:
«Questo pranzo per noi è significativo – spiega Massimiliano
Ferrarini, responsabile del centro di accoglienza «Papa Francesco» –
perché ci mostra la bellezza di essere una piccola comunità, dove
le persone si attivano e, in una logica di reciprocità, costruiscono relazioni. In questo semplice momento conviviale ognuno può condividere un pezzo di sé, non solo portando delle pietanze, ma sentendosi parte di qualcosa. Il
Natale diventa così un evento significativo per tutti, credenti e non, perché è un momento in cui tutti hanno il diritto di non essere soli e sentirsi parte di qualcosa».
Ad oggi sono otto gli ospiti del centro di accoglienza di via dei
Servi, ma la comunità della Caritas è ben più ampia, tra chi frequenta il centro diurno e i tanti volontari:
«In totale – spiega Ferrarini – sono una cinquantina le persone che
partecipano alle attività che proponiamo e altrettanti i volontari. Attualmente stiamo lavorando per un’accoglienza
invernale al secondo piano dell’edificio, l’obiettivo è essere pronti per il prossimo mese». I progetti futuri saranno ancora a
tavola: «A gennaio partiremo con le mense di fraternità, l’opera–
segno della seconda annualità del progetto “Legami che liberano”. Si
tratta di un momento di convivialità settimanale rivolta al
territorio, un’occasione per stare insieme e costruire relazioni, a partire dalla preparazione e dalla condivisione del pasto. La prima
mensa di fraternità verrà avviata proprio nel centro “Papa
Francesco” e sarà rivolta all’accoglienza due volte a
settimana di piccoli gruppi. In un secondo momento saranno
coinvolte le parrocchie, perché l’idea è di riprodurre le mense di
fraternità nelle comunità parrocchiali e nelle associazioni».
Luca Beltrami

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