PRANZO DI NATALE AL CENTRO DIURNO

PRANZO DI NATALE AL CENTRO DIURNO

DIMINUIRE LE DISTANZE

Il pranzo di Natale al Centro Diurno, dalla condivisione del cibo al condividere le proprie vite scoprendosi Figli e fratelli

Venerdi 22 Dicembre, le persone ospitate in questo primo mese di attività del Centro Diurno hanno pranzato insieme agli operatori e ai volontari della Caritas con la presenza del nostro Vescovo Erio. Gli squisiti tortellini, serviti ai tavoli dai volontari della Segreteria Giovani della Caritas, sono stati un dono generoso delle volontarie della Caritas di Brodano che hanno dato un tocco speciale al clima natalizio di festa e di reale condivisione fraterna.

Don Erio ci ha ricordato che “le mura del Centro Diurno sono come il corpo, ma voi, come ospiti e operatori siete la vera anima di questa opera segno” e proprio con questo spirito abbiamo condiviso il pranzo di Natale in un contesto molto disteso e affettivamente caldo, dove la buona cucina si è intrecciata con le relazioni, tra persone di genere, età, provenienze diverse. Al di là di ogni ruolo, ci si è incontrati come fratelli e sorelle, curiosi di conoscere chi non si aveva mai avuto occasione di incontrare o di approfondire la relazione con persone con cui si stanno condividendo percorsi di vita, formazione, accompagnamento. Dando concretezza ad uno stile pastorale tratteggiato nel testo “Costruttori di ponti”, pubblicato dalla Caritas Diocesana recentemente, abbiamo gustato la bellezza di collaborare tutti insieme all’organizzazione di un momento conviviale dove più che preoccuparsi di rispondere ad un bisogno così concreto come quello del cibo, abbiamo prestato attenzione agli aspetti relazionali e comunicativi, oltre che alla provenienza del cibo, con particolare attenzione ai prodotti locali. La condivisione del pasto ha poi lasciato spazio alla condivisione spirituale, con una riflessione sul tema de “Il desiderio e Dio ” nel tempo liturgico di Avvento, che ci ha permesso di approfondire e riconoscere insieme l’importanza di desiderare la venuta del Signore tra noi, nella fragilità di un neonato, desideroso di essere accolto nel nostro cuore. Le parole scaturite dalle biografie di tanti ospiti ci hanno permesso di comprendere che il semplice soddisfacimento del bisogno rischia di “estinguere il desiderio”: se il desiderio nasce costitutivamente da una mancanza e da un limite attraverso il quale cercare l’altro, noi ci siamo riconosciuti bisognosi di relazioni di amicizia e di libertà che ci facciano incontrare e avvicinare anche a partire reciproche fragilità. In tanti hanno ringraziato per l’opportunità che il Centro Diurno della Caritas sta dando attraverso proposte che cercano di non soffermarsi soltanto ai bisogni di prima necessità, ma costituendo una reale attenzione a una ricerca di senso e di relazione da riscoprire insieme come esperienza fondamentale della vita di ciascuno. Per questo motivo gli operatori della Caritas colgono l’occasione per ringraziare il nostro Vescovo don Erio per la fiducia e la vicinanza, tutti i volontari che hanno reso possibile l’evento e soprattutto gli ospiti con la loro presenza e partecipazione, perché ci hanno permesso di vivere il Natale come il Vangelo ci chiede, sapendo accogliere la Parola di Gesù che chiede di farsi carne in ognuno di noi.